10 dolci lombardi da provare almeno una volta
Pensate di conoscere tutti i dolci tipici della tradizione lombarda?
Certo, il panettone fa da capofila, ma ci sono tantissime ricette della nostra regione che varrebbe la pena riprendere, anche solo per dare un tocco tradizionale ad un pranzo della domenica.
il Pan de mej, la torta di latte, la bisciola, il bussolà, la sbrisolona e la persicata sono solo alcuni dei dolci tipici lombardi che riscoprirete in questa guida dedicata.
Continuate a leggere per scoprire tutti gli altri!
Il panettone
È il re del Natale, ma non solo: questo dolce lombardo ormai viene proposto dalle pasticcerie per tutto l’anno.
Con il latte si trasforma nella colazione perfetta, mentre con il caffè diventa un goloso fine pasto.
È un dolce lievitato tipico di Milano, eseguito con tecniche di produzione complesse.
In passato veniva cotto “libero” sulle teglie e risultava basso e largo.
Poi, agli inizi del 900, arriva la rivoluzione: Angelo Motta inventa e introduce il pirottino di carta, che fa sì che il panettone si sviluppi in altezza.
Nel 1919 cambia anche la tecnica di fermentazione, facendo lievitare la pasta per 36 ore prima della cottura.
Ecco come cucinarlo a casa.

La Colomba
Potremmo dire che il panettone sta a Milano come la colomba sta a Pavia.
Sono molte le similitudini con il nostro dolce (almeno nell’impasto), ma la colomba si differenzia per la forma e per la glassa.
Nasce prima come pane arricchito di burro nell’epoca longobarda, precisamente durante l’assedio del 572.
Si racconta che il dolce fu donato dal pasticciere di corte al re longobardo Alboino che, colpito dalla sua bontà, lasciò libere le 12 fanciulle sedicenni che aveva chiesto come premio per aver conquistato la città.
Ecco come cucinarla a casa.

La torta del Paradiso
Leggera e soffice, simile alla torta margherita, anche questo dolce nasce a Pavia, nel laboratorio del maestro pasticciere Enrico Vigoni che, dopo aver appreso l’arte dolciaria a Milano, inaugura nel 1878 la sua bottega nel cuore della città.
Questa torta appartiene a quei dolci tipici lombardi con una vicenda storica davvero curiosa.
Si racconta che un frate erborista della vicina Certosa di Pavia, eludendo le severe regole monastiche, uscisse dal monastero per andare alla ricerca di erbe curative.
Durante una delle sue passeggiate, giunse fino a Parona, dove incontrò una giovane sposa che gli diede la ricetta della torta.
Una volta scoperto dal priore, il frate erborista fu rinchiuso dentro le mura della Certosa e qui, per consolarsi, non gli restò che dedicarsi alla preparazione della torta.
Il suo impasto soffice e delicato piacque immediatamente a tutti i monaci che la soprannominarono “torta del Paradiso”.
Ecco come cucinarla a casa.

La bisciola
Tramandato di generazione in generazione da oltre 200 anni, questo dolce tipico della Valtellina è conosciuto anche come “il panettone delle Alpi”:
Si parte da un impasto a base di farina di segale lievitato naturalmente attraverso un procedimento lungo 36 ore, arricchito con uva sultanina, miele, noci e fichi secchi.
La leggenda narra che, nel 1797, quando le truppe napoleoniche invasero il nord Italia, avanzarono fino alla Valtellina, dove si fermarono per una tappa.
In quell’occasione il cuoco di Napoleone raccolse diversi ingredienti appartenenti alla valla e creò un dolce che divenne famoso come la bisciola.
Ecco come cucinarla a casa.

Il pan de mej (o Pan Meino)
Il nome mej deriva dalla parola miglio, farina che fino al XVII secolo si usava abitualmente nella panificazione e nella preparazione dei dolci, fino a che fu sostituita dalla farina di granturco.
Un dolce che rendeva felice i bambini e che si conservava tra un anno e l’altro.
Si preparava tradizionalmente il 23 aprile per celebrare S. Giorgio, protettore dei lattai, come buon auspicio per una stagione fertile.
Ecco come cucinarlo a casa.

La persicata
La persicata è stata inventata dai contadini bresciani per ricordare il gusto dei frutti estivi durante l’inverno.
Si tratta di una confettura a base di pesche e zucchero, che diventa così densa da poter essere tagliata in piccoli parallelepipedi, poi ulteriormente ricoperti di zucchero.
Un dolce molto apprezzato da Gabriele d’Annunzio: si dice che lo consumasse dopo le sue performance amorose.
Ecco come cucinarla a casa.

La sbrisolona
Un dolce campagnolo dalla consistenza friabile.
Nasce nel Cinquecento come dolce povero a base di farina di mais, farina bianca e zucchero miscelate nelle stesse quantità.
Nelle versioni più antiche, inoltre, non si usavano né burro o strutto, né uova, che invece oggi sono accolte nei ricettari moderni per favorire la manipolazione dell’impasto e diminuire la friabilità del dolce e il suo eccessivo sbriciolamento.
Con l’arrivo dei Gonzaga, alla ricetta classica della sbrisolona vengono aggiunte mandorle o nocciole tritate.
Ecco come cucinarla a casa.

La torta del Donizetti
Una torta equilibrata, semplice e piacevole come una bella melodia.
Sembra che il dolce sia stato commissionato da Gioacchino Rossini al suo cuoco con l’intenzione di tirar su il morale al famoso compositore bergamasco Donizetti, che soffriva per amore.
In realtà è stato ideato da Alessandro Balzer nel 1948 per celebrare il centenario della morte del compositore.
Si tratta di una semplice ciambella a base di farina, fecola, burro, zucchero, uova, ananas e albicocche candite, impreziosita dall’aroma della vaniglia e del maraschino.
Si serve spolverata con zucchero a velo.
Ecco come cucinarla a casa.

La torta di latte
È la regina dei dolci tipici lombardi in Brianza.
Conosciuta anche come torta paesana, è un dolce povero che nasce per riutilizzare il pane secco, che veniva lasciato in ammollo tutta la notte nel latte.
A volte, per rendere più golosa la preparazione, si aggiungevano anche le briciole o i biscotti avanzati.
Oggi si prepara arricchendola con frutta secca e cioccolato: ogni famiglia ha la sua ricetta che viene tramandata di parente in parente.
Ecco come cucinarla a casa.

Il bussolà
È il principale dolce bresciano ed è legato alla tradizione natalizia, nonché l’ultimo dei dolci tipici lombardi che consigliamo in questa guida.
Due le sue probabili origini: in lingua celtica il nome indicava la biscia arrotolata, segno di potere e di protezione, mentre, nella tradizione veneziana, il nome è riconducibile al salvagente di legno che si trovava sui galeoni.
È un dolce molto soffice, con un buco in mezzo, una nuvola che ricorda il burro e l’aroma del limone del Garda.
Il bussolà bresciano acquista la sua forma elegante intorno al 1870 grazie all’estro della famiglia di pasticcieri Piccinelli.
Ecco come cucinarlo a casa.











