5 cose da vedere lungo la ciclabile sul Naviglio della Martesana

Pista ciclabile Martesana: 5 cose da vedere assolutamente nel tragitto della ciclabile che collega Milano a Trezzo.

Andare in bicicletta in città potrebbe diventare ripetitivo, ma ci sono alcuni percorsi che vi sorprenderanno.

La ciclabile, che nel tratto principale collega Milano a Trezzo, nella sua interezza arriva fino a Lecco.

Si tratta di un percorso completamente immerso nella natura, tra antiche ville, corsi d’acqua, colonie di conigli, mulini e anche fiumi e ruscelli dove poter fare un bagno in acque pulite e cristalline.

Ecco cosa potrete vedere pedalando lungo la ciclabile del Naviglio della Martesana.

Ciclabile Martesana: tutto quello da sapere

La ciclabile del Naviglio della Martesana è molto amata e molto frequentata.

Il Naviglio che collega Milano con il fiume Adda e, di conseguenza anche il Lago di Como, venne progettato da Leonardo da Vinci per poi essere inaugurato da Ludovico il Moro nel 1496.
Il percorso parte dalla Cascina de’ Pomm in via Gioia all’altezza della Martesana e finisce ufficialmente a Trezzo;
tuttavia, da qui è possibile proseguire con un’altra ciclabile che da Trezzo porta diretti a Lecco.

Percorrendo la ciclabile da Milano si incrociano ville storiche, lepri selvatiche, ponti in legno e un antico mulino, ma prima di mettersi in sella, ecco le informazioni utili da sapere.

Ciclabile Martesana: info utili

La lunghezza dei tragitto è di 38 km da Milano fino a Trezzo sull’Adda.

Il livello di difficoltà è da considerarsi facile, in quanto con fondo stradale quasi interamente asfaltato.
Inoltre, sono presenti punti di ristoro in ogni paese attraversato.

Ciclabile Martesana: 5 cose da vedere

Anche se lungo la ciclabile del Naviglio Martesana ci sono fermate della metro da cui si può cominciare il tragitto,
consigliamo di partire sin dall’inizio della pista ciclabile, ovvero da via Melchiorre Gioia a Milano.

Ville

Villa Lecchi, Villa Albrighi, Villa de Ponti sono solo alcune delle bellissime ville storiche che si possono incontrare lungo il tragitto.
Spesso si possono visitare o vedere il loro giardino .

 

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Il proprietario di Villa Lecchi fu chiamato direttamente da Maria Teresa d’Austria come matematico e idrografo imperiale.
Venne poi nominato direttore delle opere di idraulica dei territori papali. I conti Albrighi invece danno il nome alla villa che è visibile vicino l’incrocio con via Adriano.

 

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Casa ponte in Legno di Gorgonzola

Il canale Martesana attraversa il paese di Gorgonzola.
Questo è uno degli scorci più suggestivi di tutta la ciclabile.
Qui sono ancora visibili gli approdi delle imbarcazioni che percorrevano il naviglio, i lavatoi e una casa-ponte in legno.

 

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Il “faro” di Inzago

Continuando a pedalare per i campi si arriva ad Inzago qui è possibile intravedere Villa Aitelli e la caratteristica torre ottagonale, chiamata anche il faro.
Qui a Inzago ogni estate si svolge un festival anni ’50 che sta diventando sempre più conosciuto.
Il Roots Vintage Festival nasce su ispirazione del più famoso Summer Jamboree di Senigallia, e ogni estate richiama tantissimi appassionati e nostalgici degli anni Cinquanta.

 

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Mulino ad acqua di Groppello d’Adda

Groppello è una piccola frazione del comune di Cassano.

Capirai di essere arrivato qui quando scorgerai in lontananza il “mulino”, o meglio “noria” o “ruota idraulica”, chiamato qui “Rudun”.
Si dice che la ruota sia stata progettata da Leonardo Da Vinci in persona e la sua funzione era quella di sollevare l’acqua del naviglio per poterla convogliare nel sistema di irrigazione dei campi.

 

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Il villaggio operaio di Crespi d’Adda

Per chi è abituato a pedalare per molti chilometri in bici, il giro continua alla scoperta del villaggio di Crespi d’Adda.
Il villaggio operaio è una realtà ancora poco conosciuta ma talmente particolare da entrare fra i siti protetti dall’Unesco.

 

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