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Alex Schwazer: la serie tv sulla sua storia della condanna per doping

Alex Schwazer: la serie tv sulla sua storia della condanna per doping

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Il riscatto per Alex Schwazer

Dopo essere stato ospite sul palco di Sanremo, dove ha raccontato la sua storia ad Amadeus, Alex Schwazer continua il suo percorso per far sapere al mondo la sua verità.
Dopo la sentenza del tribunale di Bolzano il corridore altoatesino vuole riscattare la sua carriera e soprattutto la sua immagine e in questo viaggio si inserisce il libro di Sandro Donati, tecnico di Alex Schwazer e paladino da sempre dell’antidoping, “Alex e il grande complotto internazionale per il doping”, in uscita prossimamente per Rizzoli da cui verrà tratta una serie tv. La stanno sviluppando Indigo Film e Lungta Film.

Il libro di Sandro Donati

Il libro di Donati viene annunciato come “un libro-verità che ricostruisce, passo dopo passo, la  vicenda del marciatore campione olimpico a Pechino 2008, accusato di doping 4 anni fa e assolto “per non aver commesso il fatto” con la sentenza del 18 febbraio scorso.
Sandro Donati offre uno spaccato inquietante della “giustizia” sportiva e ci conduce, come in una spy-story, nel mondo oscuro dei “poteri forti” internazionali che controllano lo sport”.

“Non chiedo di essere riabilitato, ma di essere nuovamente giudicato da un organo di giustizia sportiva. Per il momento abbiamo già ottenuto una grande vittoria dopo 4 anni di battaglia legale. Adesso sogno di fare questa benedetta gara.
Sono pronto personalmente a fare ricorso, ma la questione è se anche le istituzioni italiane lo sono”.

Alex Schwazer

Devo avere al mio fianco anche Coni e Fidal-ha ribadito l’oro a Pechino 2008 sollecitato da Filippo Grassia, presidente del club service meneghin -.”Aspetterò ancora qualche giorno e poi vedrò. Se Coni e Fidal ci saranno potremmo anche perdere, ma almeno l’avremmo fatto insieme“.
Occorre dimostrare che le istituzioni sportive italiane non ignorano la decisione presa da un magistrato per dimostrare che siamo un paese serio. Dopo tutto, la Wada riceve 1 milione di dollari all’anno dal nostro governo e solo altri tre paesi pagano di più“.

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