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Amaro Ramazzotti e Zucca: gli albori della Milano da bere

Se non bastava il Fernet-Branca, ecco altri due amari nati sotto l’ombra della Madonnina. Insomma, per concludere il pasto in pieno stile meneghino.

Amaro Ramazzotti

Prodotto per la prima volta nel 1815, nasce come “Amaro Felsina Ramazzotti” da una ricetta ancora oggi segreta di Ausano Ramazotti, farmacista bolognese trapiantato a Milano.
Si trattava del primo aperitivo non a base di vino, servito nel suo bar nella centralissima via Santa Margherita.

Si ottiene dalla macerazione di 33 varietà di erbe, radici e spezie provenienti da tutto il mondo, tra cui anice stellato, arance di Sicilia, chiodi di garofano e cardamomo.

 
 
 
 
 
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Le pubblicità iconiche

Nel periodo 1920-1940, vengono lanciate le primissime campagne pubblicitarie.
Quelle di Ramazzotti sono state presto riconosciute come vere e proprie opere d’arte moderne, merito anche delle firme di celeberrimi illustratori come Seneca, Dudovich, Boccasile, Araca e Cappiello.

Di particolare successo furono le varie pubblicità televisive, a partire da quelle del Carosello con protagonisti Jerry Lewis, Loretta Goggi o Johnny Dorelli.

Nel 1987 arriva la vera e propria consacrazione.
Dalla mente del grandissimo Marco Mignani nasce lo slogan Milano da Bere, così di successo da caratterizzare gli interi anni ’80 milanesi.

Amaro Ramazzotti storia

Una curiosità: Marco Mignani è anche l’inventore del celebre se non ti lecchi le dita del marchio Fonzies.

Un’altra curiosità?
Nel 1995 i produttori di amaro italiani, capitanati da Branca, Ramazzotti e Montenegro, chiesero di far cambiare uno spot delle Ferrovie dello Stato con protagonista Adriano Celentano.
Il motivo? Il capostazione, bevuto un amaro, lo sputa disgustato.
A detta dei marchi di liquori, il danno di immagine sarebbe stato troppo grande.

Rabarbaro Zucca

Nel 1845 Ettore Zucca “reinventa” un preparato della pianta del rabarbaro, prescritto alla moglie Tilde Beduschi dal proprio medico curante, aggiungendoci arancia amara, semi di cardamomo ed altre erbe.
Il successo è presto assicurato.

Simpatico e curioso slogan pubblicitario che ha contributo alla diffusione della bevanda nel Paese è stato quello che recita: “Il Rabarbaro Zucca si trova nel bar come il bar si trova nel RaBARbaro”.

Il rapporto con la Cina

L’amaro è composto dalle radici di rabarbaro provenienti dal Kansù, regione a nord della Cina.
Il legame con il paese asiatico si vede anche in alcune pubblicità che rappresentano come soggetto una ragazza dai tratti asiatici vestita di rosso, inginocchiata e dalle braccia tese proprio a formare la “Z” di Zucca.

amaro zucca storia

La Galleria Vittorio Emanuele

Il nome del Rabarbaro Zucca è anche legato allo storico locale in Galleria. Inizialmente aperto nel 1867 come “Camparino” da Gaspare Campari, ideatore dell’omonima bevanda, nel 1919 viene ceduto agli Zucca diventando “Zucca in Galleria”.

Negli anni successivi, nonostante la continua alternanza di nomi tra i due marchi, fino all’attuale scritta CAMPARI, il locale è stato il prediletto di molti grandi.
Da Verdi a Toscanini, dalla Carrà a Michail Gorbačëv, dal il pittore Boccioni, che gli dedica lo sfondo del quadro Rissa in Galleria, fino addirittura a Re Umberto I. 

E a proposito della Famiglia Reale, i sovrani apprezzavano così tanto la bevanda da rendere Zucca proprio fornitore ufficiale di liquori.
Concederanno anche sulla bottiglia l’utilizzo delle effigi di Emanuele Vittorio III, la Gran Croce d’Onore e il brevetto della Casa Reale.

Se non sai mai cosa scegliere al bar, ora non hai più scuse.
Amaro Ramazzotti e Rabarbaro Zucca fanno al caso tuo!

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