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Arcore: medaglia al medico eroe Federico Vertemati stroncato dal Covid

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Morto un altro eroe che ha combattuto contro il Covid

 

Oggi, nella sala consiliare, il Sindaco di Arcore Rosalba Colombo, insieme ai Consiglieri comunali riuniti, ha consegnato la Medaglia d’Oro ad Anna Maria Terzoli, presente insieme alla figlia, moglie del medico morto a 72 anni combattendo il Covid.

Commosse le parole del consigliere Attilio Cazzaniga in ricordo dell’amico e collega. Era stato lui stesso il primo a proporre Federico Vertemati per l’onorificenza.

“Voglio ricordarlo come un collega in pensione, con i suoi acciacchi, che ha scelto di riprendere il servizio conoscendo molto bene tutti i rischi a cui andava incontro – dice Cazzaniga. “Ma, come ha detto il Sindaco, non si smette mai di essere medici.

Io e Federico siamo stati compagni di adolescenza, lo conoscevo molto bene. Era una persona sempre sorridente e disponibile”.

Pensionato nel 2008, Vertemati  ha lavorato dal 1976, anno della sua laurea, come medico di base a Bernareggio, diventando un punto di riferimento per l’intera comunità.

Apprezzato da tutti per la sua umanità e disponibilità, anche dopo il collocamento a riposo aveva continuato ad assistere molti dei suoi vecchi pazienti, visitandoli anche a domicilio, oltre che nel suo studio di Arcore, città dove risiedeva.

E al cordoglio si è unita la cittadinanza anche nelle parole del Sindaco che ha elencato, con voce commossa, le motivazioni.

“La consegna di questa medaglia esprime un gesto di riconoscenza, da parte di tutti gli arcoresi e non solo, per lo spirito di abnegazione e generosità che il dottor Vertemati ha mostrato nei confronti dei suoi pazienti.

Ha scelto di rientrare in servizio per poterli assistere in un contesto di gravissima pandemia, esponendo sé stesso al contagio e sacrificando la sua vita. Ci ha dimostrato come il senso più alto di umanità si può esprimere attraverso un gesto spontaneo, coraggioso”.

E’ stata poi la signora Vertemati, dopo aver ricevuto la medaglia della quale è stato insignito il marito, a parlare.

“Io non ho affrontato la malattia in prima persona. Però ho perso mio marito e ho vissuto anche il dolore di non poterlo accompagnare e di sapere della sua morte più di 24 ore dopo. Ringrazio l’Amministrazione per il riconoscimento.

Voglio comunque considerare questa onorificenza come dedicata non solo a mio marito, ma anche a tutti i sanitari che hanno perso la vita”.

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