A Venezia chiude lo storico Harry’s Bar: “condizioni Inail demenziali”

“Lunedì non riapro, con quelle linee guida è impossibile. Sono condizioni demenziali scritte da gente senza idee e se resteranno così, non si riapre né lunedì né mai più”. A dirlo è Arrigo Cipriani, storico proprietario del locale a pochi passi San Marco, inaugurato dal padre 89 anni fa.

Secondo il patron, le nuove norme sarebbero “decadenti che neanche nel Medioevo”. “Ci dovrebbero essere 4 metri quadrati attorno ai commensali e dovrò chiedergli l’autocertificazione, per sapere in che rapporti sono tra loro. E’ pazzesco. Sulla prenotazione, scrivono che è ‘preferibilmente obbligatoria’, ma o è un obbligo o no?”.

La situazione lo ha reso molto disilluso. “Purtroppo temo che non verrà nessuno, il mondo si è fermato”. L’Harry’s bar ha soltanto due piccole salette di 40 mq. “Non ho contato quante dovrebbero starcene ora, ma so che dovrei licenziare almeno 50 dipendenti (sui 75 attuali) se volessi aprire così. Io ho 88 anni, posso anche andare in pensione a questo punto

Pasquale Marcone