Il governo Conte 2, dopo oltre tre mesi di pandemia, accende i riflettori su bambini e ragazzi, assicurando «tutta l’attenzione necessaria». E così, il premier si convince di riaprire asili nido, scuole per l’infanzia e spazi ludici perché si «rischia di amplificare ancora di più le diseguaglianze sociali». 

Almeno questa è la sua intenzione, manifestata ieri durante l’informativa alla Camera. Prima il progetto dovrà passare al vaglio del Comitato tecnico scientifico, poi si vedrà.

«Metteremo a disposizione cortili e palestre delle scuole a luglio e agosto», ha detto la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina. Si entrerà a turno, scaglionati, i genitori dovranno rimanere all’esterno delle strutture e chiunque si avvicinerà dovrà disinfettarsi e sottoporsi al controllo della temperatura. 

I bambini non useranno le mascherine ma gli educatori sì, come prevede la normativa per la Fase 2. Non si potranno portare giocattoli da casa e si starà il più possibile, se non sempre, all’aperto.

In sostanza, per dirla col premier, il governo «intende dedicare ai bambini e ai ragazzi lo spazio che meritano». D’altronde, c’è anche una seria questione sociale. Come evidenzia lo stesso Conte: «Non possiamo ignorare che per alcuni bambini e ragazzi il pasto della mensa scolastica è il pasto principale della giornata o che in alcune famiglie, specie in alcune parti del Paese, manchino gli strumenti informatici per la didattica a distanza.

Il premier fa sapere anche di aver coinvolto gli enti locali per tutelare il «diritto» al gioco dei minori. 

Pasquale Marcone