Covid: chiusura di migliaia di store del fast fashion nei prossimi due anni

Il biennio 2020-2021 sarà forse ricordato come l’anno zero del retail.
Il Covid-19 ha agito da motore per una grande trasformazione in realtà già in atto da alcuni anni, ovvero la revisione della distribuzione dei fashion brand, che puntano sempre di più ad avere meno negozi e più strategici e, nel contempo, rafforzano il loro canale online.
Quindi, complice le chiusure a singhiozzo nel corso dei vari lockdown, si sta già moltiplicando la riduzione della presenza fisica da parte dei brand.
Modaes ha fatto una stima delle chiusure. Secondo il sito, considerando solo tre grandi gruppi come Inditex, H&M e Gap, la riduzione dei punti vendita potrebbe arrivare a un massimo di 1.400 chiusure.
In realtà, guardando agli annunci, il calcolo del numero di chiusure potrebbe essere assai superiore.

Inditex

Il colosso spagnolo Inditex è stata una delle prime aziende a non farsi problemi nell’inserire budget per piani di ristrutturazione. Ma quest’anno è stata confermata la chiusura di circa 100 negozi fisici Bershka, Pull&Bear e Stradivarius in Cina, dove il gruppo è pronto a scommettere solo sulla loro presenza e-commerce.

H&M

Anche per H&M è arrivato l’annuncio che circa un quarto dei suoi 5 mila store fisici hanno un contratto di affitto in scadenza o da rinegoziare. Si aggiunge poi la dichiarazione della chiusura di 350 negozi, in contrasto con le 100 aperture, causando un calo di 250 negozi.
La decisione di accelerare i piani di ristrutturazione della rete di negozi è arrivata durante il blocco e per il forte aumento delle vendite online, che ha portato il gruppo svedese ad aumentare il proprio impegno nell’integrazione omnicanale e ad aumentare gli investimenti nel canale digitale.

La situazione negli Usa

Negli Usa la situazione non è molto migliore, infatti il fenomeno della riorganizzazione del retail è in corso da tempo.
Come ricorda Modaes, Coresight ha stimato a luglio che il 25% dei 1.200 centri commerciali negli Stati Uniti era a rischio di fallimento a causa di aggiustamenti dei grandi gruppi e insolvenze la chiusura.
Retail Apocalypse” descrive perfettamente la situazione di crisi attuale: aziende come Amazon e cambiamenti nel consumo hanno causato lo sconvolgimento nel settore.

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