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Covid: iniziano i saldi, ma la situazione per i negozi è grave.

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Iniziano i saldi: la situazione nei negozi

 

Iniziano i saldi, 7 gennaio, i negozi danno il via ai saldi invernali. Però, oltre l’apparenza, i commercianti raccontano di un periodo nero, fatto di sacrifici e paure. A raccontare la loro situazione, è la città di Bergamo, che da oggi entra nel periodo degli sconti. Scopriamo insieme cosa raccontano i negozianti.

“Pesano le limitazioni agli spostamenti e i timori sul futuro. Stagione ormai irrecuperabile”, queste le parole pronunciate da un titolare. Con il ritorno alla zona gialla, che riapre le porte dei negozi e anche dei Comuni, e con la possibilità di muoversi sul territorio senza alcuna limitazione, gli operatori commerciali sperano nel parziale recupero di una situazione resa drammatica dal Covid-19.

La verità è che, a causa della pandemia, come dichiarato da Ascom Confcommercio Bergamo, nei prossimi 60 giorni (i saldi si chiuderanno il 7 marzo), ogni persona spenderà circa 124 euro, per una spesa complessiva di oltre 138 milioni, qualcosa in più rispetto alla stima nazionale di Confcommercio, 110 euro pro capite per 4 miliardi in totale (contro i 5 dello scorso anno e i 140 euro pro capite).

Fonte: il Giorno.

Iniziano i saldi

FRENATA NEGLI ACQUISTI: LE POSSIBILI CAUSE

 

  • L’Italia divisa in zone

Le associazioni di categoria rimarcano quanto i limiti di spostamento dettati dalla zona rossa e arancione abbiano già influito negativamente sugli acquisti legati al Natale e alle feste. “La stagione è azzoppata – mette in guardia Oscar Fusini, direttore Ascom Confcommercio Bergamo -. Veniamo da mesi estremamente difficili con le chiusure di novembre e un dicembre caratterizzato da consumi a singhiozzo anche a causa dei ritardi del cashback. C’è poi l’impatto del commercio elettronico sui saldi: di fatto un ulteriore problema per i negozianti”.

  • I decreti del Governo

Sottolinea invece Diego Pedrali, presidente gruppo abbigliamento Ascom Bergamo e vicepresidente Federazione Moda Italia-Confcommercio: “C’è confusione creata dal susseguirsi dei decreti del Governo, che destabilizzano i consumatori e gli operatori. L’emergenza sanitaria e la crisi hanno messo in ginocchio il settore: le stime parlano di oltre 20mila imprese in Italia a rischio chiusura, con circa 55mila lavoratori a rischio disoccupazione. Invitiamo i consumatori ad acquistare nei negozi di prossimità, ma anche a diffidare di sconti esagerati e confidiamo nell’onestà e trasparenza della categoria”.

  • Il paradosso tra l’online e l’offline e la zona rossa

La pandemia pesa sui bilanci, come ribadisce il direttore di Confesercenti Bergamo, Filippo Caselli: “I negozianti si sono adoperati usando i canali social e le piattaforme online, ma le vendite sono crollate del 60-70%. Di fronte a una stagione così limitata dalla zona rossa avevamo chiesto che i saldi potessero iniziare verso fine gennaio. L’unica modifica è stata il posticipo al 7. Sarebbe stato incoerente avviare un appuntamento così importante ancora in zona rossa”. 

Fonte: il Giorno.

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