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10 curiosità sulla Galleria Vittorio Emanuele II

Tutti conoscono la Galleria Vittorio Emanuele II, ma non tutti sanno delle curiosità che la riguardano.
Questa zona è chiamata ancora oggi il “salotto di Milano” per via della sua splendida accoglienza in pieno centro.
Potresti non conoscere tutte le curiosità legate a questo luogo e quindi ti chiediamo di continuare nella lettura per scoprire tutto sulla più maestosa galleria di Milano.

Un progetto difficile

Si dice che il primo ad aver avuto l’idea di poter inserire una grande galleria a Milano è stato Carlo Cattaneo nel 1839.
Solamente nel 1860 il Comune di Milano concede di iniziare i lavori per la realizzazione della galleria.

La breve durata dei lavori

Nel 1865 si concede di poter costruire la galleria e l’architetto Mengoni ha potuto progettarne e realizzarne l’opera che tutti noi oggi conosciamo.
Non tutti sanno che la prima pietra della galleria è stata posata dal re in persona, lo stesso Vittorio Emanuele II.
I lavori terminano poi solamente tre anni più tardi, anche se la struttura è stata definitivamente completata nel 1877.

La strana inaugurazione della galleria

Il giorno prima dell’inaugurazione della Galleria Vittorio Emanuele II, l’architetto Mengoni precipita dalla struttura.
L’architetto emiliano sale per poter vedere le ultimazioni dei lavori finali e purtroppo non ha potuto vedere l’effettiva inaugurazione.
Si ipotizza inoltre che l’architetto possa essersi lanciato di proposito per colpa delle pressioni e critiche ricevute durante la progettazione della struttura.

L’ottagono centrale

Questo è il nome dello spazio dove si trova il braccio principale e collega il Teatro la Scala e il Duomo.
La forma si ottiene dal taglio dei quattro angoli all’incrocio della galleria.
In cima, si possono vedere le lunette di tutti i quattro continenti.

La particolare illuminazione della Galleria Vittorio Emanuele II

Nel suo pieno splendore, l’illuminazione della galleria è un punto saldo della struttura.
Le illuminazioni sono collegate in quegli anni da un sistema automatizzato denominato ratin dai milanesi, ovvero piccolo topo.
Una volta acceso il ratin, la galleria prende vita e tutti i cittadini accorrono per vederne le maestose luci.

Il caso delle vetrine in galleria

Una delle cose più iconiche della Galleria Vittorio Emanuele II sono le vetrate.
Non tutti sanno che le vetrate vengono distrutte durante gli scontri e le proteste intorno alla fine dell’800.

A complicare la situazione già fragile e con il clima teso di Milano, ci pensa una grandinata di qualche anno dopo a distruggere gran parte delle vetrate.
Le vetrate vengono distrutte ufficialmente con i bombardamenti anglosassoni della Seconda Guerra Mondiale.
I lavori per la ristrutturazione avvengono dal 1948 e terminati nel 1955.

Il luogo in cui nasce l’aperitivo

La galleria è sempre stata un punto di ritrovo: un tempo lo era esclusivamente per intellettuali e lavoratori.
L’aperitivo è uno di quei momenti da vivere in compagnia tra chi lavora e chi studia.
Nel 1910 viene esposto in galleria “Rissa in Galleria” dove sono presenti bar ed alcolici e due donne che litigano davanti ad un caffè.

Il mosaico della galleria

Il pavimento della galleria è completamente realizzato a mosaico.
Quando si parla di mosaici della galleria, non può che venire in mente lo stemma di Casa Savoia che in realtà è lo stemma della città di Torino.

In un periodo ancora non definito, è venuta fuori la tradizione di girare con il tacco della scarpa sui testicoli del toro, questo rito si dice porti fortuna a coloro che si recano in galleria per la prima volta.

I colori presenti in galleria

I colori più presenti all’interno della galleria milanese sono l’oro e il nero.
Questi colori simboleggiano l’eleganza e il lusso della città di Milano.

I posti nel mondo ispirati dalla nostra galleria

Non tutti sanno che la galleria è stata d’ispirazione a molte altre opere urbane.
Restando in Italia, basti pensare alla Galleria Umberto I di Napoli terminata poi nel 1890.

E tu, sapevi tutte le curiosità riguardo la Galleria Vittorio Emanuele II?

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