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Draghi: Provvedimenti per operatori sanitari non vaccinati. La scuola riapre fino alla prima media

Il presidente del Consiglio Mario Draghi oggi, venerdì 26 marzo, ha tenuto una conferenza stampa sul Consiglio europeo di ieri, i vaccini e le misure del decreto per dopo Pasqua.

Il premier ha annunciato la riapertura della scuola fino alla prima media.
In seguito, si è cominciato con le prime domande, riguardanti il blocco all’export dei vaccini dall’Ue:

“Noi per primi abbiamo proposto il tema delle restrizioni all’export di vaccini nei Paesi extra-Ue.
Ora purtroppo è un tema all’attenzione di tutti.

Il criterio enunciato dalla Commissione ieri in parte modifica quello precedente.
L’unico requisito per bloccare l’esportazione di un vaccino prima era il fatto che l’azienda
non avesse rispettato i contratti esistenti.
Ora la Commissione ha allargato il criterio introducendo le parole proporzionalità e reciprocità.
Conta anche cosa fa il Paese verso cui un vaccino è diretto,
ovvero se consente o meno le esportazioni.
La proporzionalità e un criterio più sottile, riguarda la spedizione di vaccini verso un Paese che ha una percentuale già alta di vaccinati.
Resta il criterio principale del mancato rispetto dei contratti.

Mi riservo di osservare la parte giuridica di questi contratti.
Qui ci sono in gioco la salute, la vita e la morte, bisogna cercare un coordinamento Ue”.

Sul vaccino russo Sputnik, Draghi ha ribadito che non è ancora stata presentata formale domanda all’Ema,
ma che l’agenzia sta facendo una review:

“Non si prevede che questo vaccino sia disponibile prima della seconda metà degli anni”.

A proposito del colloquio di ieri con il presidente Usa, Draghi ha detto:

Biden ha riaffermato che il pilastro della politica estera americana è l’Ue. Un tempo si diceva gli Usa guardano all’est, all’Asia, era in posizione equidistanti.
Oggi no, c’è un solo alleato fondamentale ed è l’Ue”.

Alla domanda sugli operatori sanitari che hanno rifiutato il vaccino, Draghi ha risposto:

“Il governo intende intervenire:
non va bene che operatori sanitari non vaccinati siano a contatto con malati.
La ministra Cartabia sta prendendo un provvedimento a riguardo”.

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha aggiunto:

“La stragrande maggioranza dei medici e degli operatori ha dato il buon esempio
rispondendo positivamente alla vaccinazione”.

conferenza stampa Draghi Speranza
Conferenza stampa: Draghi e Speranza

Le scuole

Sulla scuola, Draghi ha confermato la decisione di riaprire fino alla prima media anche in zona rossa.

“Il ministro Bianchi sta lavorando affinché questa avvenga in modo ordinato.
La volontà della cabina di regia era che se ci fosse stato uno spazio per le riaperture
sarebbe stato usato per la scuola”.

Tutti gli altri provvedimenti, ha detto Draghi, restano fermi.
Il premier ha citato i recenti studi che hanno evidenziato un’effetto marginale della riapertura delle scuole sulla curva dei contagi,
purché restino in vigore le altre restrizioni.

Vaccini

A proposito del richiamo alle regioni sui vaccini,
Draghi ha ribadito che è necessario seguire il criterio dell’età, e che la necessità è di vaccinare le persone fragili.

“Non sono minacce alle Regioni, bisogna lavorare insieme.

La soluzione non è il blocco dell’export,
questo va chiarito, la soluzione è la produzione dei vaccini”.

Il premier ha escluso la possibilità di rivedere le quote di distribuzione dei vaccini,
come chiesto dal cancelliere austriaco Kurz.

Draghi ha scelto il vaccino AstraZeneca

“Mi vaccinerò con AstraZeneca spero la settimana prossima.
Ho fatto la prenotazione e aspetto che mi rispondano”.

Il ministro Speranza ha detto che il governo è fiducioso che il vaccino Reithera sarà disponibile in autunno.

Negli ultimi due giorni, ha ricordato il ministro, sono state inoculate 240mila dosi circa al giorno.
Draghi ha detto che l’obiettivo è arrivare a 500mila dosi quotidiane ad aprile.

Per quanto riguarda il tema economico:

“Il passo fondamentale per pianificare il futuro post pandemia è una politica economica
ben congegnata per i prossimi sei mesi.
Questo vale a livello italiano ma ancora di più a livello europeo.
E dipende dagli stimoli che inseriranno nel sistema nei prossimi sei mesi.
Ho l’impressione che occorra fare di più, occorre tenere una politica economica espansiva in tutti i Paesi”.

In chiusura:

“Ora faremo questo decreto, ma non escludo cambiamenti in corsa,
perché la situazione va monitorata giorno per giorno”.

 

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