Strade più strette, marciapiedi e piste ciclabili più larghi. Prima in Corso venezia, ora in Corso Buenos Aires. Prosegue il piano del comune di Milano per realizzare una maxi pista ciclabile tra Sesto San Giovanni e San Babila: nella giornata di sabato 16 maggio gli operai hanno iniziato a lavorare sul tracciato lungo la via commerciale di Milano.

Il motivo di questa maxi opera? Le biciclette sono un modo per salvare la città dal traffico dato che i mezzi pubblici (per forza di cose) stanno lavorando a capienza ridotta e nel cuore di Milano non c’è abbastanza spazio per tutte le auto.

Come hanno reagito i commercianti della zona?

commercianti della zona promettono battaglia: “Non siamo contro le ciclabili, ma questo è un progetto lunare – spiega il presidente di Ascobaires – Confcommercio Milano, Gabriele Meghnagi – si toglierebbe una carreggiata su due creando code interminabili con furgoni che devono scaricare e i mezzi di soccorso non riusciranno ad arrivare”. Il timore dei commercianti riguarda anche la possibile perdita degli affari: “Abbiamo già perso fatturato a causa della pandemia – spiega Meghnagi – non posso immaginare lo shopping in bicicletta, si immagini uno in bicicletta che compra un trolley o un cappotto”.

In Corso Buenos Aires, come avvenuto in corso Venezia, sono stati tracciati nuove corsie ciclabili, pedonali ma anche posti per le moto. La maxi pista, tutta realizzata solo in segnaletica stradale (senza nessun muretto che la divide dalla strada) proseguirà verso Piazzale Loreto e poi continuerà lungo viale Monza.

In viale Monza, invece, la ciclabile sarà fatta “attorno allo spartitraffico”, con la verniciatura dell’asfalto e “dei paletti in gomma per separare le bici dalle auto”. E proprio per garantire la massima sicurezza ai ciclisti, agli incroci ci sarà una “casa avanzata delle bici”: “Ci saranno due linee d’arresto, una per le bici e una per le auto che si fermano prima – aveva sottolineato l’assessore Granelli durante la presentazione -. Quando ci si ferma, partono prima le bici e le auto seguono dietro”.“

Pasquale Marcone