Green pass obbligatorio per tutti i lavoratori dal 15 ottobre

Green pass obbligatorio per tutti i lavoratori dal 15 ottobre

Green pass obbligatorio per tutti i lavoratori dal 15 ottobre

Green pass obbligatorio dal 15 ottobre per i dipendenti del settore pubblico e privato, prezzo calmierato per i tamponi in farmacia, sanzioni per chi si presenta sul posto di lavoro senza certificato verde.

 

È quanto emerso durante la cabina di regia tenutasi a Palazzo Chigi e a cui hanno preso parte il premier Mario Draghi e i ministri rappresentanti delle forze della maggioranza che sostengono il governo. La riunione è durata circa un’ora e mezza e di fatto sono state confermate le indiscrezioni e gli orientamenti della vigilia, a cominciare dai tempi di entrata in vigore del provvedimento che ha trovato una “condivisione sostanziale” dell’impianto da parte dei ministri partecipanti al vertice. Se le indicazioni emerse dalla cabina di regia verranno confermate dal consiglio dei ministri in programma oggi alle 16, il super Green pass entrerà in vigore il prossimo 15 ottobre.

Green pass obbligatorio per tutti i lavoratori dal 15 ottobre
Green pass obbligatorio per tutti i lavoratori dal 15 ottobre

Sospensione dal lavoro senza Green pass

Per quanto riguarda i particolari del testo, è prevista la sospensione dal lavoro e quindi dallo stipendio dopo 5 giorni di accesso all’ufficio senza il Green pass. La sanzione varrà sia per il pubblico che per il privato. Obbligatorietà del certificato, inoltre, anche per chi opera nelle associazioni di volontariato, per le collaboratrici domestiche, le colf, le badanti, le baby sitter e per le partite Iva.

Per chi elude i controlli, invece, è anche prevista una sanzione pecuniaria oltre anche ad altre sanzioni disciplinari. In tal senso, sono previste multe anche per i datori di lavoro che non effettueranno i controlli.
Ecco le sanzioni
Da quanto emerso dall’incontro tra governo e regioni, le contravvenzioni vanno da 600 a 1.500 euro e riguarderanno sia chi non mostra il certificato verde sia chi omette i controlli. Resta infine la possibilità di chiedere lo smart working. Un approfondimento è in corso, invece, circa la possibilità che le aziende non debbano pagare i contributi ai lavoratori sospesi perché privi di Green pass: il tema è stato posto sul tavolo dal ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, per venire incontro in particolare alle esigenze delle piccole aziende.

Per quanto riguarda i tamponi, invece, nel testo del provvedimento è previsto l’obbligo generalizzato per le farmacie di praticare prezzi calmierati per i test. Per chi non può vaccinarsi il tampone sarà gratuito, mentre i minorenni pagheranno 8 euro e i maggiorenni 15, quasi il doppio. L’obbligo – è la ratio della misura – porterà a un incremento del numero delle farmacie che praticano i prezzi calmierati.

Le farmacie che non applicheranno il prezzo calmierato rischieranno 30 giorni di chiusura.

Non è stata accolta, invece, la richiesta dei sindacati di test gratis per tutti. Non cambia, invece, la durata dei tamponi validi per ottenere il Green pass: resta di 48 ore. Inizialmente la richiesta era valutare una eventuale estensione a 72 ore, ma ad oggi non ci sono indicazioni in tal senso delle autorità sanitarie e dunque, pur impegnandosi a fare un approfondimento sulle scelte fatte nel resto d’Europa, per ora il governo tiene fermo il termine di validità di due giorni.

Altro tema è la richiesta di estensione dell’obbligo del Green Pass anche per gli organi costituzionali, includendo dunque il Quirinale e la Corte Costituzionale. L’obbligo, quindi, riguarderà anche le cariche elettive di Camera e Senato, ma per il principio dell’autodichia non può applicarsi automaticamente agli organi costituzionali che, secondo quanto prevedrebbe il decreto sul “super Green Pass”, saranno chiamati a pronunciarsi entro il 15 ottobre. Agli organi costituzionali, invece, si dà mandato per autoregolamentarsi per adeguarsi in coerenza.

Tornando al Parlamento, una prima risposta è arrivata da Montecitorio, dove fino a oggi il green pass era già richiesto per accedere ai servizi comuni, come le mostre, i concorsi e la mensa, così come stabilito dai precedenti decreti del governo. “Ci metteremo subito al lavoro appena verremo a conoscenza dei dettagli del provvedimento del governo, affinché le stesse regole sul green pass, che valgono per tutti i cittadini, vengano applicate anche per entrare in Parlamento” ha detto all’Adnkronos il deputato di Forza Italia, Gregorio Fontana, questore anziano di Montecitorio.

Il presidente Roberto Fico ha detto ieri alla conferenza dei capigruppo che il tema sarà trattato con i presidenti dei gruppi parlamentari la prossima settimana.

Per quanto riguarda gli spettacoli, si valuterà il primo ottobre in base all’andamento della curva epidemiologica se aumentare la capienza nei luoghi in cui si svolgono eventi, nei cinema e nei teatri. Il tema è stato posto dal ministro Dario Franceschini e l’orientamento del governo è favorevole; tuttavia la scelta è quella di non compiere passi affrettati, perché aumentare la capienza vorrebbe dire ridurre il distanziamento, dunque si valuterà tra due settimane alla luce dell’andamento della curva dopo l’apertura delle scuole.

Nella stessa data si deciderà anche sull’apertura delle discoteche, come richiesto da Giorgetti (richiesta a quanto pare accolta dal resto dei ministri). In tema di controlli, saranno le singole amministrazioni e le aziende a definire le linee guida per realizzare le verifiche sull’uso del Green pass per l’accesso ai luoghi di lavoro.

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