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Il “Camparino” di Milano è tra i migliori 50 bar del mondo

Il “Camparino” di Milano è tra i migliori 50 bar del mondo

camparino milano

Il “Camparino” di Milano, storico locale dell’aperitivo milanese, si classifica ventisettesimo tra i migliori bar del mondo.

La premiazione dei migliori bar del mondo ‘World’s Best Bars’ è avvenuta a Londra, a Camden Town, nella leggendaria sala da concerti Roundhouse.

Tommaso Cecca, store manager del locale, dopo la premiazione ha commentato:

“Poco dopo avere festeggiato i 106 anni di Camparino, ci riempie ancor più di orgoglio essere qui oggi per celebrare un grande traguardo, che vede premiati gli sforzi di tuto il team”.

 

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In classifica è presente un altro locale meneghino: il secret bar “1930” che si aggiudica il ventesimo posto.
Il miglior bar d’Italia è romano: il Drink Kong, classificato diciannovesimo su cinquanta.
Ma l’Italia viene premiata in qualche modo anche nelle prime posizioni: infatti il terzo posto è del carrarese Giacomo Giannotti il Paradiso di Barcellona, ed è tutta italiana la direzione del locale primo classificato, il londinese The Connaught, a Mayfair.

 

La storia del “Camparino”

Icona dell’animo milanese con il suo eterno mix tra tradizione e innovazione, simbolo dell’aperitivo a Milano.

Aperto nel 1915, da Davide Campari come “fratello minore” del Caffè Campari.

 

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Caratterizzato da arredi liberty, realizzati da famosi artisti e artigiani italiani, in linea con i canoni estetici arrivati in Europa con l’Art Nouveau.

Il Camparino divenne in poco tempo un’istituzione per i milanesi: non solo perché qui l’aperitivo si trasformò in rito, ma anche perché fu un luogo di ritrovo per intellettuali e celebrità che, tra un Campari e l’altro, si incontravano per discutere di politica e cultura.

Terminata la seconda guerra mondiale, il locale venne preso in gestione da Guglielmo Miani, sarto pugliese trasferitosi a Milano nel 1922, e dalla sua famiglia, che ne è rimasta alla guida fino al 2018.

Sotto la gestione della famiglia Miani vennero apportate molte trasformazioni:
tra cui i lavori di espansione del locale, che incorporò gli spazi dell’ex Libreria dello Stato, e furono intraprese numerose collaborazioni con Campari Group.

 

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