Anche in Sardegna si ritorna a una vita più o meno normale. Con mascherine (al chiuso e nei luoghi all’aperto “dove non sia possibile mantenere la distanza di un metro) e distanziamento, in alcuni casi anche i guanti. Dovremo abituarci a usare gel disinfettanti, alle file e – in alcuni esercizi commerciali – a farci misurare la temperatura.

Ma potremo uscire senza giustificarne il motivo e spostarci per tutta l’Isola, incontrare parenti e amici nel rispetto del divieto di assembramento. Possiamo andare al bar e al ristorante, a tagliarci i capelli e a fare la manicure, a messa, nelle seconde case e – sopratutto – al mare.

Già, perché le incertezze nell’Isola riguardavano proprio le spiagge, che la precedente ordinanza aveva blindato, e gli aeroporti.

In Sardegna è stata una domenica di incertezze, in attesa dell’ordinanza di Christian Solinas, necessaria dopo la delega del governo alle Regioni. Il provvedimento è stato firmato all’una di notte, tra le incertezze dei gestori di tutti gli esercizi commerciali che oggi potranno alzare le saracinesche.

C’è il libero accesso a tutte le spiagge dell’Isola, a partire da oggi.

Resta l’obbligo di quarantena di 14 giorni per chiunque rientri in Sardegna, a prescindere dal luogo di provenienza. Ai vettori aerei e navali e alle società di gestione degli scali è fatto obbligo di acquisire e mettere a disposizione della Regione nominativi e recapiti dei viaggiatori giunti nell’Isola.

Da giovedì 21 ripartono i voli. Sono consentite in tutti gli aeroporti sardi le attività di aviazione generale “previa sottoscrizione tra Regione e società di gestione degli scali di apposite linee guida sui controlli da effettuare sui passeggeri in ingresso, validate dal Comitato tecnico scientifico”.

Ad oggi l’unico aeroporto attivo per i voli di linea è quello di Cagliari, da giovedì anche quello di Olbia riaprirà ai voli da Roma e Milano. Resta necessaria fino al 1 giugno – data in cui riprenderanno le tratte in continuità – l’autorizzazione della Regione.

Pasquale Marcone