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Insegnanti, responsabili della diffusione di coronavirus nelle scuole

“Gli insegnanti hanno un ruolo centrale nella trasmissione coronavirus SARS-CoV-2 nelle scuole”

Secondo uno studio, gli insegnanti sono i responsabili della diffusione di coronavirus nelle scuole, più degli stessi studenti.

Un team di ricerca guidato da scienziati dei Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (CDC) americani, coordinati dal dottor Jeremy AW Gold, ha analizzato i focolai di covid19 presenti in un distretto scolastico della contea di Cobb, in Georgia.

Dopo aver analizzato i link epidemiologici di diversi focolai scoppiati in sei scuole elementari su otto di un distretto scolastico della contea di Cobb, i ricercatori hanno dimostrato che il principale veicolo di trasmissione del coronavirus SARS-CoV-2 nelle scuole erano gli insegnanti.

Tra le motivazioni principali, emergono l’assente distanziamento fisico e l’uso non corretto delle mascherine.

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Insegnanti, principali responsabili della diffusione del coronavirus nelle scuole

La ricerca

Lo studio è iniziato il primo dicembre 2020 e il 22 gennaio 2021, meno di due mesi in cui circa l’80% degli studenti del distretto e 700 operatori scolastici hanno frequentato gli istituti elementari.

Durante questo periodo di tempo la contea di Cobb ha visto una crescita esponenziale dei casi positivi del 300%, passati da 152 a 577. Per quanto riguarda le scuole del distretto, gli scienziati hanno identificato nove cluster/focolai che avevano almeno tre casi positivi collegati. In totale sono stati coinvolti 13 insegnanti e 32 studenti.

Una settantina di famigliari dei positivi sono stati sottoposti a tampone oro-rinofaringeo poichè “contatti stretti”, ed il 26% di questi sono risultati positivi.

Gli scienziati hanno determinato che almeno due dei nove focolai sarebbero emersi direttamente per contatti tra insegnanti, durante pause pranzo, riunioni o in altre circostante della quotidianità scolastica.

Solamente in un caso un alunno rappresentava il primo anello della catena.

Gold e i colleghi hanno spiegato che, per ridurre al minimo il rischio della didattica in presenza, è necessario ridurre al minimo le interazioni tra gli adulti, sia all’interno che all’esterno delle scuole, oltre che promuovere un corretto utilizzo delle mascherine e di organizzare al meglio gli spazi negli istituti.

Poiché gli insegnanti sono una categoria particolarmente a rischio contagio, si sottolinea l’importanza di dar loro priorità nella campagna vaccinale.

Cosa dicono gli altri studi?

Diversi studi condotti in altri Paesi, come nel Regno Unito e in Francia, hanno raggiunto le stesse conclusioni, identificando negli educatori il ruolo principale nella diffusione scolastica.

Il recente studio svedese “The effects of school closures on SARS-CoV-2 among parents and teachers” ha invece dimostrato che tenere le scuole aperte raddoppia il tasso di infezione tra i docenti, oltre ad aumentare del 30% le probabilità di infezione tra i loro coniugi e conviventi.

Tuttavia, chiudere le scuole avrebbe un impatto estremamente negativo sulla formazione, crescita e benessere psicofisico dei ragazzi, specialmente dopo un anno di pandemia.

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