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ChatGpt vs guida turistica: l’esperimento del NY Times a Milano
Silvia Arosio
19 Giugno 2023

Amici di Cool in Milan, il New York Times ha condotto un esperimento a Milano per mettere alla prova l’intelligenza artificiale. Volete sapere com’è andata?

Ecco tutti i dettagli.

L’esperimento del NY Times a Milano: meglio una guida virtuale o umana?

Quando visitate una città preferite affidarvi agli abili consigli di una guida turista oppure vi fidate dei suggerimenti della rete?

A tal proposito, una giornalista del New York Times ha condotto un esperimento a Milano dove mette a confronto le raccomandazioni di una guida turista e quelle di ChatGpt.

Per verificare se effettivamente l’intelligenza artificiale possa sostituire una guida locale, il giornale newyorkese ha scelto proprio la città di Milano, definita anni fa dallo stesso quotidiano “capitale d’Italia”.
In tal senso, la report Ceylan Yeginsu che non era mai stata a Milano riporta:

“Servizi come Kayak ed Expedia stanno sperimentando l’AI per aiutare le persone a trovare luoghi da visitare e in cui soggiornare. Così ho deciso di mettere alla prova il servizio di Expedia, implementato da ChatGPT, mettendo a confronto il suo itinerario con quello di una consulente umana”.

Il primo giorno dell’esperimento del NY Times a Milano:

Il New York Times ha testato l’efficacia dell’intelligenza artificiale, conducendo un esperimento nella città di Milano.
Per esplorare il capoluogo lombardo, la giornalista Ceylan Yeginsu si è affidata a ChatGpt per il primo giorno, mentre per il secondo ha chiesto consigli a una travel designer, quindi a una esperta nel settore.

Giunta ai piedi della Madonnina, l’inviata si è trovata immersa in una Piazza Duomo deserta. Il motivo? In Italia era festa nazionale poiché era la mattina del primo maggio.
Immediatamente ha chiesto alla guida virtuale perché non l’avesse avvisata e la risposta è stata:

“Mi dispiace, non mi ero accorto che avevi intenzione di visitare Milano il 1° maggio. Come assistente di viaggio virtuale, cerco di fornire quante più informazioni possibili, ma a volte mi manca qualcosa. Mi scuso per gli eventuali disagi causati”.

Oltre a questa dimenticanza iniziale, la reporter ha chiesto suggerimenti su cosa vedere e dove mangiare.

La riposta è stata immediata: pranzo in Galleria, salita sulle terrazze del Duomo e una visita alla Pinacoteca di Brera.
Anche in questo caso, i problemi non sono mancati poiché a causa della troppa coda la giornalista non è riuscita a vedere Milano dall’alto e, essendo il primo maggio, la pinacoteca era chiusa.

Potremmo dire che ChatGpt non risulta molto affidabile.
Tuttavia, nel momento in cui la reporter Ceylan Yeginsu ha chiesto di visitare una “perla rara” della città, l’intelligenza artificiale le ha suggerito di vedere San Maurizio al Monastero Maggiore.

Anche per la scelta dell’alloggio, ChatGpt avrebbe potuto consigliare di meglio.
Niente lamentale sulla posizione e sui servizi offerti dalla struttura, tuttavia, durante la colazione del mattino seguente, la sala è stata presa d’assalto dai turisti.

Esperimento milano times

Il secondo giorno dell’esperimento del NY Times a Milano:

Siamo giunti al secondo giorno dell’esperimento condotto dal New York Times a Milano.

In questo caso, il tour della città è stata organizzato dalla travel designer Franziska Basso, una vera e propria professionista la quale si occupa di preparare visite personalizzate assecondando i desideri e le esigenze dei clienti.
Seppur la giornata non sia iniziata nel migliore dei modi, vediamo dove la guida turistica ha portato la nostra amica giornalista.

In questa occasione, la reporter ha finalmente avuto modo di salire sulle terrazze del Duomo, poiché la professionista le aveva inviato un link per prenotare il biglietto evitando così la fila.
Successivamente, ha passeggiato per le strade limitrofe passando per vicoli poco frequentati ma che offrono scorci caratteristici, vedendo i fenicotteri rosa di Villa Invernizzi e la Vigna di Leonardo.
La serata si è conclusa con un ricco aperitivo sui Navigli.

I risultati dell’esperimento del NY Times a Milano:

Il dado è tratto.

A tal proposito, vediamo i risultati dell’esperimento del New York Times a Milano.
Il servizio offerto dalla travel designer è stato pensato e creato ad hoc, quindi è risultato più interessante e coinvolgente.
In tal senso, riportiamo le parole della collega del Times:

“Prima d’inviarmi i suoi suggerimenti, mi ha posto domande specifiche sulle mie preferenze. Sebbene la mia assistente artificiale fosse dotata di un ampio database, non mi fidavo completamente del suo giudizio e, a volte, mi sentivo portata a fare le mie ricerche”.

Tuttavia, la giornalista ha espresso dei punti di forza anche nei confronti dell’assistente virtuale: primo fra tutti, la disponibilità h24 di ChatGpt.
Concludendo, però, la giornalista ha affermato:

“Nessuna esperienza di viaggio è completa senza le raccomandazioni di un amico del posto”.

E voi cosa ne pensate?

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