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Arrestato primario a Montichiari per la morte di due pazienti Covid

Arrestato primario a Montichiari per la morte di due pazienti Covid

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Arrestato il primario del pronto soccorso di Montichiari, l’accusa: «Farmaci letali a due pazienti Covid»

Avrebbe somministrato medicinali a due pazienti Covid provocandone la morte. Omicidio volontario è l’accusa che la procura di Brescia (il fascicolo è in mano al pm Federica Ceschi) muove nei confronti del 47enne primario del pronto soccorso di Montichiari (Brescia). Il dottor Carlo Mosca si trova ora ai domiciliari dopo essere stato raggiunto da una misura cautelare emessa dal gip convinto del fatto che il primario potesse reiterare il reato.

Gli infermieri: “Carlo Mosca è un pazzo”

Ma i pazienti in questione non sarebbero mai stati intubati. Ed è proprio questa l’accusa più importante: Mosca avrebbe somministrato farmaci incompatibili per l’organismo in assenza di intubazione. A far scattare le indagini un esposto anonimo arrivato in Procura alla fine di aprile. Da allora i Nas hanno raccolto indizi, reperti, testimonianze e altri elementi probatori. Non mancano le intercettazioni telefoniche: tra gli infermieri c’è chi definiva il dottor Mosca “un pazzo”, e altri che scrivevano di come volesse “uccidere i pazienti solo per liberare i letti”.

“Azione consapevole e ripetuta “

Anche questa circostanza è finita nero su bianco tra gli atti della Procura. Il gip Angela Corvi nell’ordinanza scrive di “piena consapevolezza” e “volontà di uccidere”: il motivo, come detto, sarebbe riconducibile alla volontà di “liberare non solo posti letto”, ma anche “risorse umane, fisiche ed emotive di medici, infermieri e operatori del pronto soccorso”. Carlo Mosca è accusato di duplice omicidio volontario pluriaggravato e falso in atto pubblico: il giudice ne ha disposto l’arresto sia per il rischio di reiterazione del reato che per la possibilità di inquinamento delle prove.

Al vaglio degli inquirenti anche le testimonianze di infermieri, operatori e collaboratori: tra questi c’è chi si sarebbe anche rifiutato di somministrare i farmaci letali ai pazienti. Altri riferiscono di aver trovato le fiale svuotate di Succinilcolina e Propofol appena iniettati. Per il primario Mosca, per ora sospeso dall’incarico, le accuse sono “illazioni senza fondamento”: mai quei farmaci sarebbero stati somministrati, e mai avrebbe voluto togliere la vita, quanto piuttosto salvarla.

L'ospedale di Montichiari © www.giornaledibrescia.it
L’ospedale di Montichiari © www.giornaledibrescia.it

 

 
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