Dopo uno stop durato 113 giorni, a causa dell’emergenza sanitaria, oggi riapre l’aeroporto milanese di Linate. Tutto è pronto, i servizi di facchinaggio, quelli di pulizia, gli addetti al check in, la security. Hanno tirato su la saracinesca anche i bar, i negozi e i ristoranti.

Mancano però i voli.

La decisione del ministero dei Trasporti, arrivata il 1° luglio (che consentiva di riaprire lo scalo con due giorni di anticipo rispetto alla data prevista nel decreto), ha preso alla sprovvista le compagnie aeree che avevano già spostato tutti i voli su Malpensa e non hanno fatto in tempo a riprogrammarli. Ecco perché per i primi decolli e le prime partenze dal city airport ci vorranno un paio di giorni ancora. La vera ripresa dell’attività, comunque molto graduale, sarà a partire dal 15 luglio, quando sulla pista ci saranno alcuni aerei di Lufthansa, Iberia e Air Malta.

Quanti? Otto in tutta la giornata, 4 in arrivo e 4 in partenza. Il primo aereo che decollerà sarà un Lufthansa per Francoforte alle 10:40. Mentre in arrivo, poco dopo, alle 11 sono attesi i passeggeri da Madrid con Iberia. 

Per l’Alitalia bisognerà aspettare il 24 luglio, quando ripartiranno i collegamenti con la Sardegna. Per tutte le altre destinazioni della compagnia, la ripresa è prevista a inizio agosto.

Nelle prossime settimane, a quanto si apprende i voli da e per Linate potrebbero aumentare, fino a un massimo di 10 all’ora: 5 arrivi e 5 partenze. Un numero comunque lontano dai 18 voli all’ora del pre Covid. E molto dipende dalla richiesta del mercato, visto che al momento la domanda langue. Tra Malpensa e Linate il calo del traffico aereo è dell’87%. 

D’altra parte, spiegano gli addetti ai lavori, “alle compagnie serviva più tempo. La decisione di riaprire è piovuta dall’alto, non c’è stato alcun coordinamento con gli operatori”. 

Pasquale Marcone