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Lombardia in zona rossa, la rabbia dei centri estetici: "Noi chiusi pur rispettando le regole"

Lombardia in zona rossa, la rabbia dei centri estetici: “Noi chiusi pur rispettando le regole”

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Tra le attività di servizi alla persona consentite nella “Zona rossa” sono stati esclusi i centri estetici. 

 

Con la Lombardia che da domenica 17 gennaio torna in zona rossa i centri estetici devono rimanere di nuovo chiusi.

Protestano nuovamente per la grave crisi economica in cui si trovano, “senza mai aver avuto casi di contagio e dopo aver speso ingenti somme per dispositivi di protezione, mascherine, visiere e disinfettanti”.

A denunciarlo è l‘Unione Artigiani di Milano e di Monza-Brianza che esprime particolari critiche guardando alla realtà vissuta dai centri estetici che, a differenza dei negozi di parrucchiere, rientrano tra le attività che dovranno restare chiuse almeno fino al 31 gennaio.

“Benchè queste attività si siano distinte per aver sempre rispettato i protocolli anti Covid ed aver investito molto sui dispositivi di protezione per il personale e per la clientela – afferma Marco Accornero, segretario generale dell’Unione Artigiani -, da domani anche loro saranno costretti nuovamente alla chiusura forzata determinata dalla zona rossa.

Se il problema è quello di delimitare e controllare la diffusione del contagio quello dei centri estetici allora non rappresenta una criticità. Non ci sono evidenze di alcun contagio legato a queste attività e, ribadiamo, si tratta di professionisti che hanno sempre dimostrato grande attenzione alla sicurezza e alla salute.”

“Chiediamo con vigore di consentire agli estetisti – conclude Accornero – di restare aperti, evitando peraltro la pericolosa diffusione di servizi a domicilio, del tutto fuori da ogni regola e perciò altamente pericolosi per il contagio.

Negozi chiusi e quali aperti

Vengono chiusi tutti i negozi al dettaglio, tranne i rivenditori di generi alimentari, le farmacie, le parafarmacie, i tabaccai, le edicole. Sono aperti anche parrucchieri e barbieri, lavanderie, ferramenta, ottici, fiorai, librerie, cartolerie, informatica, negozi di abbigliamento per bambini e di giocattoli, profumerie, pompe funebri, distributori automatici.

Per quanto riguarda i centri commerciali, le uniche attività aperte al loro interno sono i gli alimentari, le farmacie, le parafarmacie e i tabaccai, mentre tutti gli altri negozi verranno chiusi. I mercati possono vendere solo generi alimentari.

Tutto il reparto ristorazione, dai bar ai ristoranti, deve rimanere chiuso, ma può continuare ad effettuare servizio d’asporto fino alle 18 (i bar) e fino alle 22 (ristoranti e pizzerie). È sempre consentita, invece, la consegna a domicilio .

Palestre e piscine chiuse, ok sport individuale

Nelle regioni rosse rimangono chiuse palestre, piscine e circoli, tranne quelli dove si allenano sportivi professionisti.

Vietato anche praticare pesca dilettantistica o sportiva, così come la caccia. Sospese tutte le gare, le competizioni e tutte le attività connesse agli sport di contatto di carattere amatoriale, così come gli allenamenti.

Si può fare sport “esclusivamente all’aperto e in forma individuale” e in prossimità della propria abitazione, sempre con la mascherina e rispettando il distanziamento sociale.

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