Max Vadukul mostra Milano: “The Whitness, Climate Change”

Max Vadukul mostra Milano: “The Whitness, Climate Change”

Max Vadukul mostra Milano

Max Vadukul mostra Milano!
La Fondazione Sozzani propone una mostra suggestiva e polemica dedicata al cambiamento climatico in bianco e nero.

Continuate a leggere per scoprire chi è l’autore.

Max Vadukul in mostra a Milano

Fondazione Sozzani mette in mostra le fotografie di Max Vadukul, fotografo indiano e di adozione britannica.

Un’esposizione di immagini documentative dedicate all’ambiente e agli effetti del riscaldamento globale.
Infatti, immortalano alcune delle aree più inquinate del mondo.

Il fotografo, cresciuto in un quartiere popolare al nord di Londra, ha mostrato fin dai nove anni la sua passione per la fotografia.
Inizia la sua carriera a soli 22 anni nel campo delle campagne pubblicitarie, per lavorare, in seguito, per Vogue Paris accanto a figure dal calibro di Paolo Roversi e Deborah Turbeville.

Con 38 anni di carriera alle spalle, Vadukul vanta collaborazioni per Rolling Stones, Esquire, Égoïste, W, Town&Country e per il The New Yorker.
Per quest’ultimo, ha sostituito il collega fotografo Richard Avedon, nel 1996.

Nel 2000 pubblica il suo primo libro, dal titolo “Max: Photographs by Max Vadukul”.

Tra le numerose mostre, personali e collettive, a cui ha partecipato ricordiamo: “Who Shot Rock&Roll: A Photographic History 1955 to the Present”, presso il Brooklyn Museum of Art nel 200; “Beyond Words: Photography in The New Yorker” presso la Howard Greenberg Gallery del 2011 e “Yohji’s Women” al Wapping Project Bankside, tenutosi sempre nello stesso anno.

Di recente, Vadukul è stato premiato al Taormina Fashion Festival e sta preparando la sua prossima esposizione presso la Al Safa Art and Design Library di Dubai.

max vadukul mostra milano
Max Vadukul

The Whitness, Climate Change

Dal 12 settembre fino all’8 gennaio, Max Vadokul vi accoglie con una mostra-reportage.

L’artista ha documentato gli effetti del cambiamento climatico a Mumbai e nelle altre metropoli indiane.
Il risultato è un affascinante tanto quanto preoccupante reportage di circa venti immagini in grande formato e in bianco e nero, scandite dal leitmotiv di una grande sfera metallica lucente.

Lo sguardo utilizzato da Vadukul risulta ipnotico e stimolante, rivelatore di verità non più così tanto nascoste e che ci invita, in maniera diretta, a porci delle domande.

Il primo elemento che balza agli occhi è proprio la sfera, un monolite che fluttua sopra una distesa di rifiuti, tra il traffico frenetico e inquinante della città.
E , soprattutto, tra la gente.

Per l’autore, esso rappresenta un osservatore cosmico e silente, aggiungerei io.
Un testimone che viaggia al di sopra del degrado causato dall’essere umano, evidenziandone il lato negativo del suo impatto nell’ambiente.

Con i conseguenti effetti devastanti che si porta con sé.

Tuttavia, può anche essere simbolo di un nuovo futuro.
Una rinascita, la testimonianza che non tutto è perduto e che c’è ancora una possibilità di migliorare.

 

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E voi, andrete a vedere la mostra?

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