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Milano intitola una piazza a Tina Modotti
5 Ottobre 2021

Una piazza a Milano in onore di Tina Modotti.

Il Comune di Milano ha intitolato la piazza in zona Rogoredo (accesso da via Pizzolpasso, angolo via Russolo) all’artista fotografa e attivista italiana Tina Modotti. 

La richiesta al Cdi di intitolare una piazza milanese a una delle più grandi interpreti femminili dell’avanguardia artistica, del secolo scorso, è partita da associazioni di categoria come La Casa delle Donne e soprattutto dalla proposta della esperta d’arte e fotografia Biba Giacchetti, curatrice della retrospettiva, attualmente in corso al Mudec proprio sull’artista: “Tina Modotti. Donne, Messico e Libertà”.

Biba Giacchetti ha spiegato:

“Con l’Assessore alla Cultura del Comune di Milano, che ringrazio, abbiamo condiviso la necessità di intitolare luoghi pubblici a figure femminili di rilievo.

E non potevamo non pensare a Tina Modotti.
La sua fotografia, legata indissolubilmente al suo impegno per i diritti civili, la grande importanza di questa donna come esempio di libertà e coerenza,
e il suo fascino come artista italiana fanno di Tina Modotti una figura eccezionale.”

Tina Modotti rimane il simbolo di una donna emancipata e moderna, la cui arte è indissolubilmente legata all’impegno sociale.

Il ricordo di figure femminili a Milano

L’intitolazione a Tina Modotti prosegue il percorso dell’Amministrazione comunale nella valorizzazione del contributo delle donne alla storia artistica, politica e sociale, e segue di pochi giorni l’inaugurazione del primo monumento pubblico dedicato a una donna, Cristina di Belgiojoso.

La mostra di Tina Modotti al Mudec

La sua storia personale e i suoi scatti sono al centro della mostra fotografica visitabile al Museo delle Culture di via Tortona fino al 7 novembre 2021.

In esposizione troverete un centinaio di fotografie, stampe originali ai sali d’argento degli anni Settanta realizzate a partire dai negativi di Tina, che Vittorio Vidali consegnò al fotografo Riccardo Toffoletti, il quale fu protagonista della sua riscoperta.
Inoltre, lettere e documenti conservati dalla sorella Jolanda, e video per un racconto affascinante, che avvicinerà il pubblico a questo spirito libero, che attraversò miseria e fama, arte e impegno politico e sociale, arresti e persecuzioni. Tuttavia, suscitò anche un’ammirazione sconfinata per il pieno e costante rispetto di sé stessa, del suo pensiero, e della sua libertà.

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