Il muro della gentilezza
Il muro della gentilezza è stato creato nella facciata dell’edificio di via Luigi Nono a Milano che raccoglie tonnellate di vestiti donati a chi più ha bisogno.
Questa iniziativa è opera del “Tempio del Tempo Perduto“, un’associazione culturale a forte impatto sociale che in prima linea ha voluto dare una mano raccogliendo indumenti, coperte e libri.
“In sei mesi siamo passati dai chili di oggetti alle tonnellate (…) nessuno se lo aspettava. Prima del Coronavirus bastava fare due o tre giri di allestimento al mese, oggi non è sufficiente farlo dieci volte.”
Tommaso Dapri, Portavoce del Tempio del Futuro Perduto
Nell’ultimo anno questa attività, che ha mosso i primi passi come qualcosa di dimensioni ridotte, ora consiste in un punto sportello di supporto permanente.
Secondo Dapri, la maggior parte delle persone che necessitano aiuto sono persone italiane che, avendo perso lavoro durante la pandemia, non possono più permettersi di acquistare oggetti specifici.
Le richieste più frequenti sono di passeggini, confezioni di pannolini, letti e materassi.

Un’idea del Tempio del Futuro Perduto
L’idea del Muro della gentilezza parte dal tipo di attività proposta dal Tempio del Futuro perduto: “Siamo un centro culturale che da sempre cerca di rendere i propri progetti utili per la società”. Per le nostre iniziative non chiediamo compensi economici ma doni. Lo facevamo da tempo, tre anni fa abbiamo capito che funzionava”.
Il progetto prende le mosse da un’idea già presente in alcune città estere, la Wall of Kindness, dove chiunque passi e abbia voglia di donare qualcosa, può farlo nella maniera più semplice.
Per citare un po’ di numeri, sono state raccolte 10 tonnellate di indumenti usati, 400 coperte invernali, più di 13 mila libri e di giocattoli per bambini di tutte le età.
Questo progetto fa ben sperare in un’impegno sociale e una solidarietà nei confronti dei più bisognosi nato nell’ultimo anno.
Fonte: Il Fatto Quotidiano