Cashback sospeso: il premier Draghi ha spiegato le motivazioni dello stop alla misura dal 1 luglio.
Cashback di Stato sospeso per sei mesi: durante il Consiglio dei Ministri, il presidente del Consiglio Mario Draghi è intervenuto spiegando le ragioni a fondamento della sospensione della misura a partire da oggi, 1 luglio 2021.
“Il cashback ha un carattere regressivo ed è destinato ad indirizzare le risorse verso le categorie e le aree del Paese in condizioni economiche migliori”.
La maggiore concentrazione dei mezzi alternativi al contante si registra tra gli abitanti del Nord, soprattutto nelle grandi città, in famiglie con un reddito medio-alto.
La misura rischia quindi di accentuare la sperequazione tra i redditi, favorendo le famiglie più ricche, con una propensione al consumo presumibilmente più bassa, determinando un effetto moltiplicativo sul PIL non sufficientemente significativo a fronte del costo della misura.
Inoltre, non esiste alcuna evidenza della maggiore propensione all’utilizzo dei pagamenti elettronici da parte degli aderenti al programma.
Quasi il 73% delle famiglie già spende tramite le carte più del plafond previsto dal provvedimento. Pertanto, la maggior parte potrebbe ricevere il massimo vantaggio anche senza intensificare l’uso delle carte.
Risulta, invece, improbabile che chi è privo di carte o attualmente le usa per un ammontare inferiore al plafond, possa effettivamente raggiungerlo, perché la maggior parte di loro non può spendere quelle cifre.
I dati
In media, le famiglie del quinto più povero dovrebbero infatti aumentare la loro spesa con carte di quasi il 40%, mentre quelle più abbienti solo dell’1%.
Infatti, le transazioni che hanno raggiunto l’obiettivo previsto per l’erogazione del rimborso (50 transazioni nel semestre) rappresentano solo il 50% delle transazioni totali rilevate;
e circa il 40% dei beneficiari ha comunque effettuato un numero di transazioni tale da far ritenere che si tratti di persone già abituate all’uso della moneta elettronica.
Draghi ha anche sottolineato come l’onerosità della misura, pari a 4,75 miliardi di euro, debba essere valutata non solo in relazione ai benefici attesi, ma anche al costo ed all’attuale quadro economico e sociale. Nel 2020, 335 mila nuovi nuclei familiari e oltre 1 milione di persone in più sono entrate in povertà assoluta (dati Istat).
A fronte degli effetti regressivi, dei costi e delle criticità applicative, non possono ad oggi stimarsi effetti significativi sul gettito.
Al contrario, è probabile che le transazioni elettroniche crescano per effetto del Cashback soprattutto in settori già a bassa evasione, come la grande distribuzione organizzata.
Secondo l’Istat, questo settore assorbe quasi la metà della spesa al dettaglio.