“Tra qualche mese temo pagheremo il conto”.
Sergio Casartelli, direttore generale di Avis Milano lo afferma.
Gli effetti della pandemia sulle donazioni sono stati importanti: a Milano il 2020 è stato tragico: -10%. In termini assoluti si traduce nella scomparsa di novemila sacche di sangue. Erano 89.529 nel 2019. Il registro ha segnato 80.432 l’anno scorso.
Il lockdown ha rappresentato un cambio. “Le persone non erano più tranquille a entrare in una struttura sanitaria“, spiega Casartelli ricordando come in quei giorni gli ospedali si fossero trasformati in focolai che moltiplicavano i positivi.
Flussso in positivo nel 2021
Fino a maggio sono state raccolte 35.038 unità di sangue, con un incremento del 12 per cento rispetto allo stesso periodo del 2020 (con 31.026 unità).
“Il sangue raccolto nei centri trasfusionali della città non è sufficiente, pur essendovi alcuni ospedali che sono autosufficienti“, conferma l’ultimo Quaderno della salute pubblicato dal Comune, per raggiungere l’autosufficienza “servirebbero 150 donazioni in più, ogni giorno feriale dell’anno“.
La campagna per favorire le donazioni
Nove ciclisti, in rappresentanza delle principali associazioni, hanno pedalato da Palazzo Lombardia a Palazzo Marino per sensibilizzare i cittadini.
Il presidente regionale Attilio Fontana ha celebrato “il grande lavoro di squadra” dei 20 volontari lombardi che con una “staffetta” organizzata dal Policlinico di Milano hanno contribuito a salvare una paziente in Sicilia sottoposta a un trapianto salva-vita di fegato per cui servivano numerose trasfusioni di “sangue raro”.