Lombardia verso la zona gialla: Milano si prepara alla ripresa.
La città si riattiva e con la zona gialla la città alzerà il suo livello di spostamenti: probabilmente come lo scorso fine settembre.
In aggiunta, le temperature primaverili e la lunga stagione delle limitazioni tenderanno ad incentivare i movimenti.
Prima tra tutte a dare un contributo importante agli spostamenti sarà la ripresa in presenza per gli studenti di tutte le scuole, superiori comprese.
Quando? Lunedì 26 aprile
Vi è un evidente problema di mobilità che istituzioni milanesi stanno già affrontando:
a seguito dell’allentamento delle misure anti-coronavirus, la città accrescerà la sua mobilità ma il sistema del trasporto pubblico rimarrà limitato con la capienza al 50 per cento.
Di conseguenza, se gli spostamenti aumenteranno arrivando al 70, 80, 90 per cento del livello pre-pandemia, con la soglia di assorbimento per i mezzi ancorata al 50, l’intero sistema della mobilità rischia di andare in sofferenza.
Il disallineamento tra questi elementi è stato già al centro di numerose telefonate tra i rappresentanti istituzionali,
e verrà discusso in un incontro in agenda per la fine della settimana.
I numeri
Un cambio di passo importante per la città che si troverà nuovamente a dover affrontare il meccanismo degli orari differenziati, quel piano dei trasporti che era stato definito già nelle sue linee operative nello scorso dicembre al tavolo della Prefettura coordinando le azioni di Città metropolitana, Provveditorato, Atm.
La Prefettura lancia un appello agli uffici di ritardare l’apertura alle 9.30 o alle 10,
lasciando così “via libera” sui mezzi pubblici ai circa 42mila studenti delle superiori.
Agli iscritti alle superiori da fuori città, si aggiungono tutti gli altri passeggeri che in metropolitana sono 50mila nella fascia oraria fra le 7 e le 8 e altri 67mila fra le 8 e le 9.
Questi numeri diventeranno improponibili se la capienza resterà al 50 per cento,
visto che già a partire dal gennaio scorso Atm ha aggiunto 1.200 corse,
tra cui 800 specificatamente dedicate agli studenti, oltre a 60 bus navetta portando al limite la propria flotta in circolazione.

Si rischia che, con un’affluenza troppo elevata, i tornelli di ingresso in metro vengano bloccati molto frequentemente per rispettare le norme anti-Covid.
Per questo Atm già dall’inizio settimana prossima siederà al tavolo con il Prefetto in concertazione con Provveditorato e Città metropolitana cercando di “alleggerire” il più possibile la fascia oraria 7-9 per offrire agli studenti una “corsia preferenziale” sui mezzi pubblici.
Il commento del presidente dell’associazione presidi
Il presidente dell’associazione presidi Agostino Miele sottolinea:
“È fondamentale che le quinte rientrino al più presto in aula visto che ormai manca poco all’esame di Stato,
mantenendo ovviamente tutte le condizioni di sicurezza, dalle mascherine alla sanificazione. (…)
D’altra parte prima delle dichiarazioni del premier sul 100 per cento degli studenti in presenza, l’orientamento che prevaleva era quello del rientro da lunedì 26 del 75 per cento dei ragazzi in presenza”.
Restano però, secondo Miele, due incognite principali:
“Con il rientro degli studenti di tutte le classi superiori si presenta il problema dell’affollamento nelle aule,
dal momento che alcune prime possono arrivare a una trentina di ragazzi,
e sull’altro fronte quello degli assembramenti all’esterno dei plessi più numerosi,
quei poli scolastici che possono arrivare fino a 1.500 studenti”.