Il Mad, Museo dell’arte digitale, arriverà a Milano tra quattro anni.
La nuova frontiera dei Not fungible token (NFT) porta a molte novità:
tra queste, il Mad, Museo di arte digitale, uno dei primi musei, a livello mondiale, nel suo genere, che avrà sede a Milano nell’ex Diurno di Porta Venezia.
Uno spazio ipogeo di proprietà del Comune di Milano che nei prossimi quattro anni verrà completamente trasformato per ospitare il nuovo percorso espositivo.
L’inaugurazione è in programma per il 2026, il progetto può contare su un finanziamento statale di 6 milioni di euro, parte di quei 121 milioni che arriveranno a Milano per la Beic di Porta Vittoria (100) e il Museo della Resistenza che sorgerà nell’edificio firmato da Herzog & de Meuron ai Bastioni di Porta Volta (15).
Il ministro della Cultura Dario Franceschini ha messo il primo tassello nominando la direttrice, in un pacchetto di sei incarichi scelti fra 156 candidature internazionali, che verranno assegnati ad altrettanti musei autonomi italiani.
Ilaria Ester Bonacossa
Per Milano ci sarà Ilaria Ester Bonacossa, storica dell’arte e curatrice che ha appena concluso il suo incarico come direttrice della fiera contemporanea “Artissima” di Torino, dopo cinque anni di lavoro.
Direttrice del master accademico in “Contemporary Art Markets” alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, la Bonacossa torna in città in seguito al periodo torinese e ritorna a capo di un museo, dopo l’esperienza al Museo civico di arte contemporanea “Villa Croce” di Genova.
Il commento del ministro della Cultura
Il ministro della Cultura, Dario Franceschini, ha commentato la nomina di sei nuovi direttori,
tutti italiani a parte il francese Axel Hémery, che guiderà la Pinacoteca nazionale di Siena:
“I musei italiani sono cambiati profondamente in questi anni, e sono oggi un’eccellenza riconosciuta nel mondo perché a guidarli sono andate le persone giuste
attraverso rigorose selezioni internazionali”.
Un museo da zero
La Bonacossa dovrà costruire un nuovo museo partendo da zero, poichè attualmente non c’è nemmeno un progetto architettonico. L’unica indicazione è suggerita dalla nota ministeriale:
“Sarà dedicato alla produzione e alla presentazione di contenuti digitali, svolgendo un ruolo strategico nello scenario culturale contemporaneo, sempre più digitalizzato, connesso e globalizzato, in cui la stessa nozione di opera e di pubblico va inevitabilmente evolvendo”.

La sede
La sua sede principale sarà l’ex Diurno, ma si valuta la possibilità di prolungare il percorso all’interno dei Giardini Montanelli.
È prevista una collaborazione con il Meet digital center, e un probabile dialogo con gli altri musei della zona:
la Gam, il Pac, il Planetario, il Museo di Storia Naturale e il Museo di arte etrusca, che aprirà prossimamente in corso Venezia.