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Milano prima tra le città universitarie italiane, ma 48esima al mondo. “Costa troppo”

Milano prima tra le città universitarie italiane, ma 48esima al mondo. “Costa troppo”

città universitarie italiane

Se Milano è prima tra le città universitarie italiane (sopra Roma), scende al 48° posto della classifica globale. Complici gli alti costi e gli scarsi servizi.

 

Milano sta perdendo il suo fascino?

Sebbene rientri ancora nella top 50 della “QS Best Student Cities 2023”, e si posizioni prima tra le realtà italiane (sopra Roma), il capoluogo lombardo perde due posizioni, scivolando al 48° posto delle migliori città universitarie.

Sulle opinioni delle 98mila persone – tra studenti, ex studenti e futuri alunni – coinvolte nel sondaggio avrebbe pesato soprattutto l’alto costo della vita nella metropoli meneghina. In particolare, le elevate tasse universitarie, gli aspri affitti, uniti a un indice Ipad e un indice Big Mac (il potere d’acquisto dei consumatori in una determinata località viene calcolato in base al prezzo del famoso panino McDonald) sfavorevoli.

A gravare ulteriormente sul punteggio in classifica – redatta confrontando i punteggi ottenuti da 140 città universitarie, tra cui 30 new entry, con più di 250mila abitanti – sarebbe stato lo scarso livello dei servizi offerti. Mancanze che purtroppo non sorprendono.

Best Student Cities: come sono messe le altre città?

Aumenta quindi il già enorme divario tra Milano e le altre città europee, tra le quali figurano in vetta alla classifica Londra per il quarto anno consecutivo, seguita da Monaco di Baviera (a pari merito con Seoul) e Zurigo. Scendendo dal podio incontriamo Melbourne, Berlino, Tokyo, Parigi, Sidney ed Edimburgo.

Un destino più infausto è toccato a Roma, che arretra di 5 posizioni passando dal 69° al 74° gradino. Tuttavia, a differenza della macchina economica d’Italia, la capitale può ventare una risalita nell’indice di desiderabilità (l’attrattività è uno dei valori presi in esame nella compilazione della classifica universitaria).

Nonostante le premesse, non è stato un anno completamente da buttare. Può infatti consolarci il miglioramento di Milano e Roma nello “Student Mix” e il traguardo conseguito dalla città lombarda nel reclutamento dei neolaureati da parte dei datori di lavoro, posizionandosi al 21° posto nel mondo.

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