Boom di prenotazioni: ristoranti presi d’assalto
Nel primo weekend giallo torna il solito viavai ed i ristoranti milanesi sono stati presi d’assalto. Le strade di Milano erano affollate e nessuno avrebbe voluto rinunciare al pranzo fuori; tuttavia, alcuni hanno dovuto rinunciare a causa della mancata prenotazione.
Le norme anti-covid hanno ridotto drasticamente la capienza dei locali che si sono visti costretti ad allungare i turni di lavoro per aumentare i guadagni e cercare di accontentare più clienti possibili.
Molti si sono accontentati di minuscoli tavolini, anche all’aperto, pur di vivere l’esperienza.

Ristoratori contenti: “Abbiamo lavorato bene”
Molti locali hanno riaperto, altri riapriranno prossimamente.
I ristoratori si dichiarano soddisfatti della risposta della clientela e sperano nell’approvazione della richiesta di Fontana di rimanere aperti anche a cena:
“Abbiamo aperto subito, lunedì, e devo dire che per tutta la settimana abbiamo lavorato bene, c’è tanta voglia di uscire. Ma nel week-end è stato un autentico delirio. C’è chi mi ha supplicato di farlo pranzare alle 15,30. Mai successo a Milano. Abbiamo grandi spazi, ma non c’era un buco. (…) Forse si potrebbe fare anche qui, permettere di aprire fino alle 20 o 21, farebbe piacere ai clienti e darebbe una boccata d’ossigeno ai ristoratori.”
Il desiderio di tornare alla normalità pre-pandemia, dunque, ha modificato le abitudini di consumo al punto di posticipare il pranzo ed anticipare l’aperitivo alle ore 16.30 e delineando, così, un nuovo appuntamento l'”apemerenda” tra rum e cioccolata calda.
Nonostante la pioggia domenicale, la voglia di uscire ha prevalso: anche ieri c’è stato grande movimento e code ordinate fuori dai negozi.
Fonte: La Repubblica