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Nuovo decreto Draghi: spostamenti tra regioni, coprifuoco, sport e spettacolo

Nuovo decreto Draghi: spostamenti tra regioni, coprifuoco, sport e spettacolo

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Nuovo decreto Draghi

Sono 11 le regioni italiane che attendono intrepide il nuovo decreto Draghi.
Nelle prossime ore si riunirà il Comitato tecnico scientifico (Cts), successivamente ci sarà il confronto con le regioni, e mercoledì, o al massimo giovedì, il Consiglio dei ministri per mettere nero su bianco il nuovo decreto che indicherà il calendario e le regole per le riaperture.

Alle 17 il Cts fornirà la sua valutazione su pass per spostarsi tra le regioni arancioni e rosse, orario del coprifuoco, ripresa dello sport nel nuovo decreto Draghi.

Il pass per spostarsi tra regioni di colore diverso

Il decreto consentirà dal 26 aprile lo spostamento libero tra regioni gialle mentre tra le regioni arancioni e rosse sarà consentito spostarsi solo per motivi di salute, lavoro e urgenza con autocertificazione.
Per motivi di turismo bisognerà avere l’autocertificazione che attesti di essere vaccinati, oppure di aver effettuato un tampone con esito negativo nelle 48 ore precedenti, oppure di aver preso il Covid ed essere guariti.
Oltre a compilare il modulo bisognerà allegare il certificato rilasciato al momento della somministrazione della seconda dose di siero, oppure il certificato con l’esito del tampone antigenico o molecolare, oppure la certificazione della Asl che attesti l’esito del tampone negativo al termine dell’isolamento per aver contratto il Covid19.
Per dimostrare di essere guariti non sarà sufficiente la semplice autocertificazione, bisognerà avere l’attestato ufficiale dell’autorità sanitaria.
La documentazione dovrà essere presentata al momento dell’imbarco in aeroporto, in stazione quando si prende il treno e in caso di posto di blocco se si viaggia in macchina.
E potrà essere richiesta in caso di controllo se si viene fermati all’interno di una regione arancione o rossa se non si è residenti.

Il decreto Draghi conterrà la proroga dello stato di emergenza.
La scadenza è fissata per fine mese ma dovrebbe essere prorogata al prossimo 31 luglio.

Smart working

La proroga dello stato di emergenza fino al 31 luglio avrà conseguenze anche sulla durata dello smart working.
Attualmente, infatti, la normativa sul lavoro agile emergenziale è in scadenza a fine aprile.
Ma con lo stato di emergenza fino al 31 luglio, verrà certamente prorogata.

Coprifuoco

I leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni e della Lega Matteo Salvini hanno chiesto di posticipare il coprifuoco alle 23.
La richiesta è stata condivisa anche dai governatori che si fanno portavoce dei ristoratori.
L’apertura serale per i locali soltanto all’aperto limita infatti i posti a sedere e il prolungamento dell’orario consentirebbe di fare due turni di prenotazione. Sembra difficile che il Cts possa concedere il via libera.

Sport

Il Cts dovrà validare le linee guida per le riaperture delle attività sportive, in particolare i protocolli per le piscine ed esprimere il pare sulla ripresa degli sport da contatto anche all’aperto.

Consentiti dal 26 aprile gli sport all’aperto, dall’1 giugno prevista la riapertura delle palestre al chiuso. Resta il nodo spogliatoi e docce.

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Nuovo decreto Draghi: riapertura palestre

Teatri, cinema, musei e fiere

Anche per cinema e spettacoli, il nuovo decreto prevede la ripartenza all’aperto.
Gli spettacoli al chiuso saranno consentiti rispettando i limiti di capienza.
In zona gialla riaprono i musei.
Le attività fieristiche, invece, dovranno attendere il 1 luglio.

Piscine, parchi tematici, stabilimenti balneari

Gli stabilimenti termali e i parchi tematici, invece, ripartiranno il 1 luglio.
Da Gardaland a Leolandia, fino alle tante realtà più modeste, tutto il settore lancia il suo appello ai ministri e al premier Draghi assicura, chiedendo a gran voce aiuto ed equità di trattamento per un comparto, che è stato anche una voce importante dell’economia nazionale, con un giro d’affari che solo nel 2019 generava un giro d’affari di 400 milioni di euro, 1.000 se si allarga lo sguardo ad hotel, ristoranti e merchandising.
L’ad di Gardaland, Aldo Maria Vigevani, ha denunciato l’assurdità una decisione che sembra assimilare l’attività “quasi esclusivamente all’aperto” di queste strutture con gli eventi indoor di fiere e congressi.
Argomenti condivisi dall’Associazione parchi permanenti italiani, aderente a Confindustria, che rappresenta 230 imprese sparse su tutto il territorio nazionale.

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