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Vaccini Lombardia: il comune di Viggiù verso la completa immunizzazione

Vaccini Lombardia: il comune di Viggiù verso la completa immunizzazione

Vaccini Lombardia: il comune di Viggiù verso la completa immunizzazione

La mappa della Regione con il numero di somministrazioni in rapporto alla popolazione. A Milano solo l’8 ha ricevuto due dosi

 

In testa c’è Viggiù, il comune in provincia di Varese che si candida ad essere uno dei primi paesi in Italia completamente immunizzato dal Covid grazie al vaccino. Il piccolo centro, finora conosciuto soprattutto per l’omonimo film con Totò (I pompieri di Viggiù, 1949) è il primo in Lombardia per percentuale di vaccini somministrati alla popolazione sopra i 16 anni: il 72,9% ha già ricevuto la prima dose, il 37,6% entrambe le iniezioni.

Nella graduatoria, elaborata da Lab24 sui dati dei vaccini in Lombardia messa a disposizione dalla regione dettagliati per gli oltre 1.500 comuni lombardi, compaiono nelle prime dieci posizioni centri piccoli o piccolissimi (nessuno sopra i 10mila abitanti). Il primo capoluogo di provincia è Pavia (una dose al 32%, due dosi al 16,3%).

Milano finora un cittadino su cinque ha ricevuto la prima somministrazione, appena l’8% ha avuto la copertura completa. La Lombardia ha vaccinato finora 789mila persone ma nella classifica per dosi somministrate ogni 100mila abitanti è quart’ultima tra le Regioni.

 Piccoli e vaccinati

Il primato di Viggiù non sorprende: il comune nel cuore della Valceresio, tra laghi e montagne al confine con la Svizzera, è diventato simbolo di una campagna vaccinale di massa decisa dalla regione Lombardia dopo che nel paese si erano registrati vari focolai di infezione.

Messi in sicurezza anche altri piccoli centri, come Parzanica: a marzo, il paese della bergamasca era isolato a causa di una frana e un elicottero trasporto un’equipe con 40 vaccini da destinare agli ultraottantenni.

 Vaccini Lombardia: il caso Iseo

Nei primi dieci comuni lombardi più avanti nella campagna di immunizzazione (tre in provincia di Cremona, due di Bergamo, uno a testa tra Brescia, Como, Lodi, Pavia e Varese ma nessuno nel territorio milanese) il centro più grande è Iseo (Brescia): su una platea di 7.884 persone da vaccinare il 29% ha già ricevuto due dosi (il 42% una). Un risultato che può essere guardato come segno del cambio di passo fatto registrare dalla Lombardia.

 A fine marzo il sindaco (un medico di base) aveva inviato una lettera al presidente della Regione Attilio Fontana per denunciare le difficoltà nelle vaccinazioni: «La sanità lombarda – scriveva – è sempre stata un’eccellenza, ma ora è proprio il caso di dirlo, è saltata in aria».
Un mese dopo il suo comune si trova tra i primi dieci della regione per percentuale di somministrazioni.
Tra i capoluoghi

Milano deve vaccinare circa 1,2 milioni di residenti sopra i 16 anni. Finora a ricevere la prima dose è stato il 20,4%, mentre due somministrazioni sono andate a poco meno del 9% dei milanesi. Per Brescia (secondo capoluogo per popolosità ma con una platea di vaccinandi di 170mila persone) i numeri sono 24,7% (una dose) e 13,1% (due dosi).

Bergamo, teatro nel marzo 2020 della tragica sfilata di carri militari carichi di bare diventata immagine simbolo del Covid, è stato somministrato il vaccino al 23,8% della popolazione, il 12% ha già completato il ciclo con il richiamo.

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