Nuovo Dpcm, da maggio ristoranti aperti a pranzo e cena anche in zona rossa

Nuovo Dpcm, ristoranti aperti a pranzo e cena, poi piscine e luoghi di spettacolo

La raod map del governo, intanto, prevede che i primi a riaprire saranno i ristoranti a pranzo, poi i luoghi dello spettacolo e solo dopo palestre e piscine. Poi si potrà procedere all’apertura –sempre dei ristoranti – per cena. I tempi? Maggio sarà il mese delle riaperture, probabilmente già a partire dal 2.

Non è escluso, però, che se i dati epidemiologici dovessero essere buoni, alcune regioni potranno passare in giallo già ad aprile. Per palestre e piscine, invece, si dovrà ancora aspettare e il via libera potrebbe essere dato nel corso dell’estate.

Ecco le regole del Comitato tecnico scientifico sulle riaperture in sicurezza.

Ristoranti  aperti a pranzo e cena

I ristoranti saranno i primi a ripartire, ma seguendo una serie di regole che garantiranno la sicurezza. Regole che si applicano per ogni tipo di esercizio di somministrazione di pasti e bevande, quindi ristoranti, trattorie, pizzerie, self-service, bar, pub, pasticcerie, gelaterie, rosticcerie (anche se collocati nell’ambito delle attività ricettive, all’interno di stabilimenti balneari e nei centri commerciali), nonché per attività di catering (in tal caso, se la somministrazione di alimenti avviene all’interno di un’ organizzazione aziendale terza, sarà necessario rispettare le misure di prevenzione disposte da tale organizzazione).

Tra le regole da seguire, (che potrebbero garantire il mantenimento del servizio anche in scenari epidemiologici definiti ad alto rischio) le solite raccomandazioni: evitare assembramenti al di fuori dei locali, distanziamento, privilegiare l’accesso tramite prenotazione e mantenere l’elenco dei soggetti che hanno prenotato per un periodo di 14 giorni.

«In tali attività non possono essere continuativamente presenti all’interno del locale più clienti di quanti siano i posti a sedere» è scritto nel documento che definisce le regole da adottare. Il personale dovrà sempre indossare la mascherina e i locali dovranno essere arieggiati continuamente. Nei servizi igienici va mantenuto in funzione continuata l’estrattore d’aria.

Distanziamento tavoli ai ristoranti

Bisognerà disporre i tavoli in modo da assicurare il mantenimento di almeno 2 metri tra l’uno e l’altro e un metro di separazione tra i clienti di tavoli diversi negli ambienti al chiuso e di almeno un metro di separazione negli ambienti all’aperto (giardini, terrazze, plateatici, dehors);, ad eccezione delle persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggetti al distanziamento interpersonale.

«Tale distanza può essere ridotta solo ricorrendo a barriere fisiche tra i diversi tavoli adeguate a prevenire il contagio tramite droplet». Dopo le 14 consentire solamente la consumazione al tavolo; i clienti dovranno indossare la mascherina a protezione delle vie respiratorie in ogni occasione in cui non sono seduti al tavolo; bisogna favorire la consultazione online del menu tramite soluzioni digitali, oppure predisporre menu in stampa plastificata, e quindi disinfettabile dopo l’uso, oppure cartacei a perdere;  al termine di ogni servizio al tavolo, assicurare pulizia e disinfezione delle superfici.

Privilegiare gli spazi esterni dei ristoranti

Laddove possibile, privilegiare l’utilizzo degli spazi esterni (giardini, terrazze, plateatici, dehors), sempre nel rispetto del distanziamento di almeno 1 metro. «Per la consumazione al banco bisogna assicurare sempre il mantenimento della distanza interpersonale».

Ok ai buffet

Via libera ai buffet. Ma a determinate condizioni. La somministrazione dovrà essere un’esclusiva del personale incaricato, escludendo la possibilità per i clienti di toccare quanto esposto e prevedendo in ogni caso, per clienti e personale, l’obbligo del mantenimento della distanza e l’obbligo dell’utilizzo della mascherina a protezione delle vie respiratorie.

La modalità self-service può essere eventualmente consentita per buffet realizzati esclusivamente con prodotti confezionati in monodose.

Le attività ludiche e il gioco delle carte

Sono consentite le attività ludiche che prevedono l’utilizzo di materiali di cui non sia possibile garantire una puntuale e accurata disinfezione (quali ad esempio carte da gioco), purché siano rigorosamente rispettate le seguenti indicazioni: «Obbligo di utilizzo di mascherina; igienizzazione frequente delle mani e della superficie di gioco; rispetto della distanza di sicurezza di almeno un metro sia tra giocatori dello stesso tavolo sia tra tavoli adiacenti. Nel caso di utilizzo di carte da gioco è consigliata inoltre una frequente sostituzione dei mazzi di carte usati con nuovi mazzi».

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