Riaperture a maggio: le regole per cinema, teatri e palestre

Le regioni, ancora divise in zona rossa e zona arancione, propongono le regole per le riaperture e le sottopongono al governo. Oggi è prevista la riunione del Governo per valutare il quadro, sulla base dei dati del monitoraggio Iss che fotografa il quadro dell’epidemia in Italia.
In nostro Paese è ancora diviso in zona rossa e zona arancione, con regioni che attendono la decisione del Ministro della Salute Speranza sui eventuali cambi di colore.

Ristoranti

Le linee guida si applicano per ogni tipo di esercizio di somministrazione di pasti e bevande come ”ristoranti, trattorie, pizzerie, self-service, bar, pub, pasticcerie, gelaterie, rosticcerie” anche se collocati nell’ambito delle attività ricettive, all’interno di stabilimenti balneari e nei centri commerciali e per ”l’attività di catering”. Nella bozza è presente la disposizione dei tavoli in maniera che vengano rispettati almeno 2 metri di separazione fra i tavoli. Le linee guida riguardano sia il pranzo sia la cena: ”Le misure rispettate, possono consentire lo svolgimento sia del servizio del pranzo, che della cena”.

Bar

Dopo le 14 consentire solamente la consumazione al tavolo” nei bar, si legge nella bozza. “Per la consumazione al banco assicurare il mantenimento della distanza interpersonale di almeno 2 metri tra i clienti, ad eccezione delle persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggetti al distanziamento interpersonale“, prosegue il documento. “Laddove possibile privilegiare l’utilizzo degli spazi esterni, sempre nel rispetto del distanziamento di almeno 1 metro“.
Nei bar si torna a giocare a carte e a sfogliare i giornali seduti ai tavolini: “È consentita la messa a disposizione, possibilmente in più copie, di riviste, quotidiani e materiale informativo a favore dell’utenza per un uso comune, da consultare previa igienizzazione delle mani“, si legge nella bozza.
Nel documenti si sottolinea che le misure ”possono consentire il mantenimento del servizio anche in scenari epidemiologici definiti ad alto rischio purché integrate con strategie di screening periodico del personale non vaccinato”.

Cinema e teatri

Sparisce l’obbligo di tampone o di completamento del ciclo vaccinale per poter accedere alle varie strutture cinematografiche o teatrali, arene e spettacoli.

La misura era prevista nella prima bozza messa nero su bianco dal gruppo tecnico ristretto e aveva sollevato le critiche degli addetti ai lavori, ma nell’aggiornamento del documento di ieri mattina l’obbligo è venuto meno.

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