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Sedici operatori socio sanitari sono chiusi dallo scorso 31 marzo all’interno della Rsa Domus Patrizia di Milano.

Un esempio per tutti!

Vi rimarranno fino al prossimo 3 maggio: la decisione è stata presa per ridurre la possibilità che il Coronavirus entri nella struttura, che ospita 81 anziani con un’età media di 90 anni.

Un caso, quello della Domus Patrizia di Milano, unico in questi giornate tristi di bilanci neri per le Rsa lombarde, ma non solo. Non si può definire un colpo di fortuna, ma è il frutto della politica più prudente possibile.

Manuela Massarotti
Manuela Massarotti

Venerdì 21 febbraio: l’Italia scopre di avere il coronavirus in casa, il Paese zoppica in un panico progressivo: «Leggo la notizia del Paziente 1 sui giornali — ricorda Manuela Massarotti, la responsabile della struttura —. Convoco il mio staff, sono l’unica ad essere convinta di blindare gli ingressi. Chiuso tutto, sette giorni su sette e 24 ore su 24. «Decido contro la volontà di tutti. Convinco pure il mio direttore sanitario inizialmente scettico. Intuito, nel senso che anch’io non avrei immaginato come avrebbe potuto galoppare la situazione. Da trent’anni sono responsabile di questa Rsa, la priorità è stata tutelare le loro vite. In questi casi i minuti fanno la differenza», racconta.

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