Sicilia: “dati dei contagi falsificati per non far scattare la zona rossa”

L’indagine dei carabinieri di Trapani ed il Nas di Palermo ha portato alla luce dati falsificati dei contagi dall’amministrazione regionale.

I dati falsificati

Negli ultimi cinque mesi, i dati dei contagi sarebbero cresciuti più volte in modo preoccupante, nessuno l’ha mai saputo.
Quei dati allarmanti sarebbero stati nascosti dai vertici dell’assessorato alla Salute.
Modificati i numeri dei positivi e dei tamponi, per mantenere l’indice sotto i livelli di allerta.
E’ un’accusa pesante quella mossa dalla procura di Trapani: questa mattina, i carabinieri del comando provinciale e dei Nas hanno notificato tre provvedimenti di arresti domiciliari, a una dirigente generale della Regione e a due suoi collaboratori.

Avviso di garanzia per l’assessore Razza

L’assessore Ruggero Razza ha ricevuto un avviso di garanzia e un invito a comparire, per essere interrogato. Tutti sono accusati di vari episodi di falso materiale e ideologico commesso da pubblico ufficiale in atto pubblico.
Sono quaranta gli episodi contestati, l’ultimo risale al 19 marzo.

Ai domiciliari sono Maria Letizia Di Liberti, dirigente generale del Dipartimento per le attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico, il braccio destro dell’assessore Razza; Salvatore Cusimano, funzionario regionale, ed Emilio Madonia, dipendente di una ditta che gestisce i flussi informatici dell’assessorato.

L’indagine

L’inchiesta è nata per caso.
L’anno scorso, i carabinieri indagavano su un laboratorio di Alcamo che avrebbe rilasciato centinaia di tamponi errati: negativi invece che positivi. I pm hanno approfondito la questione all’assessorato regionale alla Sanità, attivando alcune intercettazioni.
Sono emerse così le prime conversazioni sospette in cui si parlava di modificare i dati giornalieri dei contagi e dei tamponi.
A gestire i dati era Maria Letizia Di Liberti, uno dei volti della burocrazia regionale stimata dalle varie maggioranze e opposizioni che si sono succedute nel tempo per il suo ruolo di tecnico, unica ombra nella carriera un’inchiesta per peculato nel 2018, per alcune indennità non dovute.

I magistrati hanno disposto l’acquisizione di telefonini, computer, server dell’assessorato.
La complessa macchina della sanità non può crollare in questo momento di emergenza sanitaria. É necessario capire cosa è accaduto. E, soprattutto, scoprire quali dati sono stati nascosti.

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