Il prossimo 3 giugno si dovrebbe dare inizio a un’altra fase, quella relativa agli spostamenti tra regioni.

Ma la Lombardia rischia di essere tra le regioni dove il via libera potrebbe slittare di una o persino due settimane.

Come riportato dal Corriere della Sera, il ministero della salute ha spiegato che “il numero dei nuovi contagiati continua a scendere, se i dati del monitoraggio di venerdì saranno buoni come ci aspettiamo troveremo una soluzione che vada bene a tutti”. Alcune regioni, come Lombardia, Piemonte e forse l’Emilia-Romagna, potrebbero rischiare di ritardare l’apertura di una o al massimo due settimane. Invece del 3 giugno si parlerebbe quindi del 10 o del 17. Questa decisione verrebbe presa anche per fare in modo che non vi siano poi problemi per quanto riguarda gli spostamenti in vista dell’estate. Meglio quindi aspettare qualche giorno in più adesso, piuttosto che dover chiudere più avanti.

Il monitoraggio con i criteri stabiliti dal ministero della Salute sarà decisivo: in base ai dati comunicati venerdì 29 maggio da tutte le regioni si stabilirà il livello di rischio di ognuna (basso, moderato o alto). E proprio tenendo conto del livello di rischio, l’apertura potrebbe non essere totale. Le riaperture dei confini interregionali, insomma, sono condizionate dal report settimanale che fornirà le indicazioni per concedere il via libera agli spostamenti tra regioni diverse. Sarà il governo a stabilire i criteri per autorizzare le riaperture, e i presidenti di regione,  potranno imporre delle limitazioni.

Pasquale Marcone