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Variante Inglese

Variante inglese, due i casi in Italia: “Trasmissibilità fino al 70% più elevata”

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La prima donna risultata positiva ha una carica virale molto alta. “Rammarico” per gli inglesi, che sapevano da settembre e hanno avvisato solo ora

 

Sono due i pazienti italiani positivi alla variante inglese del virus SarsCov2.

Anche il compagno della prima paziente è infatti risultato positivo dopo il rientro qualche giorno fa dal Regno Unito.

I due convivono nella zona di Roma, e lui era stato in Inghilterra per motivi di lavoro.
A quanto si apprende da fonti sanitarie la donna ha una carica virale molto forte.
Isolati anche tutti i familiari e i contatti stretti della coppia.

A preoccupare di questa nuova variante del virus è la sua rapidità di trasmissione, fino al 70% più elevata rispetto alla variante finora dominante (anche se i dati vanno confermati da studi in vitro). Dai primi dati è emerso che ha tre mutazioni che le consentono di penetrare meglio nella mucosa nasale.

Cosa che ha spinto il governo di Boris Johnson ad adottare nuove misure di contenimento e diversi Paesi – europei e non solo – a sospendere i voli dalla Gran Bretagna.

La variante è stata già identificata in altri Paesi tra cui Danimarca, Olanda Australia, oltre all’Italia. Data la sua trasmissibilità e il fatto che sia stata identificata per la prima volta a settembre è probabile che venga presto riscontrata anche in altri Paesi.

Il consigliere del ministro della Salute Walter Ricciardi si dice “rammaricato” che il governo inglese ci abbia avvertito solo ora.

“Di fronte a questa variabile – afferma – temo che chiusure severe e più lunghe, di un mese un mese e mezzo siano inevitabili”. E si dice scettico anche su un ritorno a scuola in presenza il 7 gennaio.

Perché se questa variante ha iniziato a circolare in Italia, vista la sua elevatissima trasmissibilità, con tutta probabilità ci torveremo di fronte a un aumento dei contagi.

Gli esperti tuttavia rassicurano sul resto. Trasmissibilità a parte, la nuova variante non è più letale di quella finora dominante e i vaccini contro il coronavirus – sia quelli approvati da diverse autorità sanitarie sia quelli in produzione – dovrebbero mantenere la loro efficacia.

Non c’è motivo di allarme, spiega l’immunologa Antonella Viola.

“Non sappiamo se questa variante sia davvero pericolosa, servono dati di laboratorio che non sono ancora stati prodotti.

Solo così sapremo se è davvero, come sembra dai calcoli matematici, più contagioso”. Quanto all’efficacia dei vaccini, non è compromessa perché il virus “è riconosciuto dagli anticorpi generati contro l’altra Spike”.

Variante Inglese Fonte Il Messaggero
Variante Inglese Fonte Il Messaggero
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