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50 anni fa l’Italia legalizzava la pillola anticoncezionale

50 anni fa l’Italia legalizzava la pillola anticoncezionale

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Pillola anticoncezionale: da 50 anni legale in Italia

Il 10 marzo 1971 il nostro Paese legalizzava i contraccettivi, dopo una lunga battaglia civile e sociale.

Mario Puiatti, presidente dell’Associazione italiana per l’educazione demografica (Aied), non usa mezzi termini per ricordare la vittoria della sua associazione di cinquant’anni fa:

“La pillola anticoncezionale non è un semplice farmaco, ma una conquista di libertà”.

Nel 1971, dopo un lungo pressing da parte di Aied, dell’allora piccolo Partito radicale e dei movimenti femministi, veniva legalizzata la contraccezione e l’Italia scopriva la pillola.

“Prima di allora le donne erano discriminate in tema di procreazione.
L’aborto era clandestino, pericoloso; o rischiavano di morire così, o assecondavano i compagni.
Abbiamo garantito libertà d’amare e autoconsapevolezza“.

Si è trattato, quindi, di una rivoluzione non solo sessuale, ma anche sociale.

L’Italia negli anni Settanta – italia pillola anticoncezionale

Quello che tutt’ora è il metodo più sicuro per evitare una gravidanza (l’indice del rischio di fallibilità è pari allo 0,1%)
era stato scoperto negli Stati Uniti negli anni Cinquanta, dal biologo Gregory Pincus e dal medico John Rock,
e già nel 1960 era entrato in commercio con grande successo.

In Italia sarebbe stato autorizzato nel 1967, ma solo per fini terapeutici.

Dopo un lungo immobilismo e nonostante l’ostilità di una classe politica conservatrice, l’Italia si è messa in linea con l’Europa
nei diritti civili: prima legalizzando il divorzio (1970) e poi procedendo alla riforma del diritto di famiglia (del 1975, col passaggio dalla patria potestà alla potestà genitoriali) e alla chiusura dei manicomi (1978).

Ciononostante, il clima istituzionale nei confronti della sessualità rimaneva gelido.

Solamente verso metà anni ‘70 sono stati istituiti dei consultori pubblici,
mentre “quei pochi che l’Aied aveva aperto dopo la sua nascita, che risale al 1953, erano osteggiati dalla legge,
con tanto di interventi delle forze dell’ordine”
, ricorda Puiatti.

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Movimenti femministi, anni Settanta

Dalla legalizzazione al fotoromanzo

In seguito alla legalizzazione della pillola, fino al 1976 rimarrà il divieto per le farmacie di venderla,
in base a delle norme risalenti al 1927, e così “veniva registrata come farmaco per regolarizzare il ciclo mestruale“,
commercializzata sotto mentite spoglie.

Nel 1973 l’Aied pubblicò un fotoromanzo per sensibilizzare la gente sulla tematica, di cui si parlò parecchio sui giornali.

Si intitolava “Il segreto” e vedeva come protagonista l’attrice Paola Pitagora.

50 anni fa l’Italia legalizzava la pillola anticoncezionale

E oggi?

Secondo l’associazione, la contraccezione ormonale ha ancora un costo elevato,
mentre l’informazione sulla salute sessuale e i consultori rivestono un ruolo marginale e
la legge sull’interruzione di gravidanza detiene il record negativo del maggior numero di obiettori di coscienza in Europa.

Una ricerca dell’Associazione italiana donne per lo sviluppo, in collaborazione con l’annuale Atlante della contraccezione del Forum del Parlamento europeo per i diritti sessuali e della riproduzione,
nel 2019, ha stabilito che solo circa il 60% degli italiani fra i 18 e i 54 anni fa uso di contraccettivi,
con un tasso più vicino a Ucraina e Turchia rispetto a Francia e Inghilterra.

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Secondo Puiatti,

“si tratta soprattutto di un problema culturale, perché i ragazzi imparano il sesso solo dalla pornografia, e sono convinti che sia una cosa sporca di cui ridacchiare e parlare a bassa voce; e finché sarà così, la disinformazione rimarrà”.

Anche perché l’Italia è uno degli ultimi Paesi europei a non aver attivato dei corsi di educazione sessuale e sentimentale nelle scuole.

“Parlare di sessualità, affetto e contraccettivi è fondamentale.
Va fatto a scuola, bisogna studiarli come fosse la matematica.
Spesso si dice che debbano essere le famiglie a formare i ragazzi in questo senso,
ma un rapporto che lo consenta, fra genitori e figli, è difficile da raggiungere”.

La rivoluzione contraccettiva di cinquant’anni fa, ad oggi, è tutt’altro che completata.

Fonte: Wired

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