Riflessioni di Mario Draghi sulla pandemia
Mario Draghi, con toni sottilmente inquietanti, suggerisce di tenerci pronti a tutto, perché “non sappiamo quanto durerà” l’emergenza coronavirus e perché “non sappiamo quando arriverà” la prossima.
Il virus ci ha insegnato che a livello sanitario può accadere di tutto, travolgendo interi Paesi e continenti nel giro di poche settimane e mettendoli in ginocchio dal punto di vista sociale ed economico.
“La pandemia di Covid19 ha colpito le economie e i sistemi sanitari globali, mettendone in evidenza i limiti. Non eravamo pronti, i piani d’emergenza erano obsoleti ma abbiamo reagito”.
Il presidente del Consiglio ha ribadito, in un videomessaggio realizzato in vista del Global Health Summit del 21 maggio a Roma:
“L’attuale pandemia ci impone di essere meglio preparati per il futuro.
Non sappiamo per quanto tempo durerà questa pandemia (ndr e per questo occorre sfruttare l’infausta occasione del Covid per) ristrutturare i sistemi sanitari nazionali.
Dobbiamo sostenere la ricerca, rafforzare le catene di approvvigionamento e ristrutturare i sistemi sanitari nazionali. Dobbiamo rafforzare il coordinamento e la cooperazione globali”.
Riaperture
Nel frattempo, il primo fronte è quello delle riaperture.
Le prime, per le regini che passeranno in zona gialla, sono previste dal 26 aprile.
La scuola tornerà in presenza anche per chi resterà in zona arancione o rossa, ma i governatori avvertono: “Impossibile farlo al 100%”. La preoccupazione per i focolai relativi non agli istituti, ma ai mezzi di trasporto.
Poco o nulla, infatti, è cambiato rispetto al secondo lockdown, iniziato lo scorso autunno.

Campagna vaccini
L’unico elemento che regala speranza è quello della campagna vaccinale.
Ultima novità da Johnson & Johnson: con l’eventuale responso positivo di Ema e Aifa al siero americano, il commissario Francesco Figliuolo è pronto ad assegnare alle regioni le 184mila dosi stoccate a Pratica di Mare già da domani.
E sempre sul fronte riaperture, la ministra degli Interni Luciana Lamorgese ha avvertito gli italiani:
liberi sì, ma sorvegliati speciali.
“Noi faremo i controlli e saremo particolarmente rigidi perché non possiamo rischiare di buttare a mare quello che abbiamo fino ad ora.
Crediamo nelle aperture e nel senso di responsabilità di ognuno di noi”.