10 cose che forse non sai sul Teatro Arcimboldi di Milano

10 cose che forse non sai sul Teatro Arcimboldi di Milano

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Il Teatro degli Arcimboldi, noto anche come Teatro della Bicocca degli Arcimboldi o, abbreviato, TAM, è uno tra i più bei teatri di Milano.

Costruito in soli tre anni e situato alla Bicocca, è il fulcro del progetto di riconversione delle aree industriali che ha trasformato la zona dell’ex quartiere operaio in un centro d’arte contemporanea.
In questo articolo, alcune curiosità sul teatro disegnato dal celebre architetto Vittorio Gregotti.

I lavori sono iniziati nel 1997 e terminati nel 2002, su iniziativa del comune di Milano e di Pirelli.

Il Teatro della Bicocca degli Arcimboldi è un’opera dell’architetto novarese Vittorio Gregotti realizzata in collaborazione con Mario Botta ed Elisabetta Fabbri.
Durante i tre anni di attività in qualità di “supplente” della Scala, di cui ha ospitato gli eventi durante il restauro, il TAM ha permesso ad attività culturali, come l’opera lirica, il balletto e i concerti di musica classica, di decentrarsi, trasferendosi in una zona più periferica della città.

10 curiosità poco note sul Teatro Arcimboldi di Milano

1. Il teatro prende il nome dalla Bicocca degli Arcimboldi, residenza di campagna costruita intorno al 1450 dalla famiglia patrizia degli Arcimboldi, nei pressi dell’attuale e omonimo quartiere.
Di questa aristocratica famiglia fecero parte marchesi, funzionari, consiglieri alla corte dei duchi di Milano e anche diversi artisti, tra cui il pittore Biagio Arcimboldi e il figlio Giuseppe, detto l’Arcimboldo (1527-1593), famoso per i suoi sorprendenti ritratti composti da frutti, verdure ed ortaggi.

2. Si tratta, in realtà, di un Nuovo Teatro degli Arcimboldi, poiché tra gli anni Venti e Trenta del Novecento ne fu attivo un altro, sempre a Milano, diretto da Ettore Gian Ferrari.

Il vecchio teatro d’avanguardia, situato al centro della città in Via degli Arcimboldi, metteva in scena opere di Martinetti, sfoggiava scenografie di Bruno Munari e, nel backstage, presentava mostre di giovani artisti.

3. La costruzione del Teatro Arcimboldi è legata al Teatro alla Scala di Milano e alla sua ristrutturazione avvenuta tra il 2002 e il 2004.

Il palcoscenico più grande d’Italia

4. Le dimensioni del boccascena dell’Arcimboldi (16 metri per 12 metri) sono identiche a quelle della Scala:
in questo modo è possibile adattare e trasferire le scene da una struttura all’altra senza troppe difficoltà.

Il nuovo teatro vanta il palcoscenico più grande d’Italia (32 metri per 27):
può ospitare fino a tre opere in contemporanea tra scena e backstage.

5. La sala a forma di ventaglio è leggibile anche nella volumetria esterna del teatro:
questo appare come un gigantesco megafono grigio la cui facciata anteriore, costituita da una grande vetrata inclinata e ricurva, consente alla luce di avvolgere il foyer d’ingresso.

Illuminazione

6. A curare il progetto di illuminazione generale del TAM fu l’architetto Piero Castiglioni, figlio di Livio e nipote di Achille e Pier Giacomo Castiglioni. Considerato fra i massimi esponenti mondiali in materia di lighting design, ama definirsi un elettricista, prima che un architetto.
Fra le sue numerosissime realizzazioni spiccano il progetto di illuminazione del Museo d’Orsay a Parigi (il cui corrispettivo architettonico è opera di Gae Aulenti) e quello di Palazzo Grassi a Venezia.

“Un teatro adatto per tutti i tipi di musica”

7. Gregotti ha definito il TAM un teatro adatto per tutti i tipi di musica”;
la corretta diffusione dei suoni è affidata a tre sistemi:
il primo è rappresentato dalle pareti e dalle balconate della sala, rivestite in pannelli di legno, piani e ricurvi, tinti di rosso;
il secondo è il soffitto modellato in gesso;
infine, il terzo è costituito da pannelli laterali orientabili in vetro a spessori variabili, che fungono, allo stesso tempo da deflettori acustici e da schermi di illuminazione della sala.

8. Il teatro ospita internamente numerosi laboratori e sale prova.
Una sala dedicata alla danza, progettata delle stesse dimensioni e con la stessa pendenza del palcoscenico, e quella dedicata al canto, totalmente insonorizzata, divisibile mediante pareti scorrevoli, e per questo adatta anche ad ospitare eventi di altro genere, ed in grado di accogliere un’intera orchestra sinfonica composta da 100 elementi.

9. Dalla stagione 2007-2008 fino al 2012, il teatro ha ospitato le registrazioni di Zelig, programma televisivo di genere comico che prende il nome dall’omonimo locale milanese di cabaret sito in viale Monza 140, il quale a sua volta trae la denominazione dall’omonimo film di Woody Allen del 1983.
La celebre trasmissione, condotta dal duo Bisio-Incontrada, tornerà con sei serate speciali che verranno registrate al TAM da venerdì 12 a sabato 20 novembre 2021; andranno in onda su Canale 5 sempre a Novembre.

10. Il 30 settembre 2021 il TAM ha proclamato il vincitore di Vietato l’ingresso, evento curato da Giulia Pellegrino che, in occasione del Fuorisalone 2021, ha dato la possibilità a 17 studi di architettura – sostenuti da oltre 200 aziende italiane di design che per l’occasione hanno messo a disposizione pezzi iconici, di ridisegnare i camerini del teatro, solitamente inaccessibili al pubblico.
Lo studio Calvi Ceschia Viganò Architetti Associati, classificatosi al primo posto con il progetto “Diorama”, ha ottenuto l’incarico di riprogettazione del “Camerino Muti”.

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