Milano Linate ha accolto i primi bambini ucraini malati oncologici; verranno curati dall’ospedale San Matteo di Pavia, dall’Istituto dei Tumori di Milano e dall’ospedale Del Ponte di Varese.
L’arrivo dei bambini ucraini malati oncologici
Verso le 14 di ieri, giovedì 3 marzo, i primi bambini malati oncologici provenienti dall’Ucraina sono atterrati all’aeroporto di Milano Linate.
L’Agenzia regionale emergenza urgenza della Lombardia ha organizzato il viaggio in aereo dei piccoli pazienti con i loro familiari.
Grazie all’iniziativa di Onlus Soleterre e Regione Lombardia, questi bambini potranno ricevere le cure di cui hanno bisogno presso l’Istituto dei Tumori di Milano, all’ospedale Del Ponte di Varese e al San Matteo di Pavia.
Al loro arrivo, sono stati accolti dal presidente di Soleterre, Damiano Rizzi, e il governatore della Regione Lombardia, Attilio Fontana, che su Facebook ha fatto sapere:
“Regione Lombardia è riuscita a portarli al sicuro grazie all’eccezionale lavoro della Onlus Soleterre, in collaborazione con Areu, San Matteo di Pavia e Istituto dei Tumori di Milano dove saranno curati con tutta l’assistenza di cui hanno bisogno.
Sono davvero orgoglioso per la concretezza e la rapidità con cui abbiamo agito in una situazione così delicata.
Il nostro impegno non termina qui, continueremo a lavorare per sostenere chi soffre e necessita di aiuto”.
I 12 bimbi malati, dai primi momenti della guerra avevano lasciato l’ospedale di Kyiv, e si erano rifugiati in una cantina in condizioni precarie.

Milano accoglie i bambini ucraini pazienti oncologici
Un messaggio di speranza
Da ieri, è stato possibile dare una svolta positiva al loro destino, garantendogli le cure in tre ospedali lombardi. Nello specifico, 6 bambini, tra i 4 e i 17 anni, sono ricoverati al San Matteo di Pavia.
L’Istituto Tumori di Milano ha accolto una ragazzina, un ragazzino e un bambino.
Invece, all’ospedale Del Ponte di Varese sono giunti tre bimbi.
Il corridoio umanitario per i piccoli pazienti oncologici
Il presidente di Soleterre, Damiano Rizzi ha sottolineato:
“Questi piccoli pazienti hanno percorso 2.25 chilometri.
Abbiamo creato un corridoio umanitario per farli uscire dalla capitale ucraina e toglierli dalle bombe. Tutti i pazienti sono stati evacuati con il personale sanitario e i loro genitori.
Un viaggio stremante, con i primi 800 chilometri percorsi in treno, bus e persino a piedi, durante il quale sono state sempre garantite le cure.
Abbiamo ottenuto permessi speciali per prenderli nella notte al confine polacco saltando 30 ore di fila d’attesa in ragione delle loro condizioni di salute precarie.
Ora tutti i pazienti provenienti dai centri oncologici di Kiev si trovano all’ospedale pediatrico di Leopoli e da lì verranno trasferiti alle diverse strutture europee che hanno offerto disponibilità all’accoglienza, in primis la Polonia”.










