Oggi pomeriggio, lunedì 18 luglio, ci sarà una manifestazione presso Piazza della Scala col fine di sostenere la continuità del governo capitanato da Mario Draghi.
Addio a Mario Draghi?

Manifestazione Milano Oggi
Attraverso la non fiducia per il Decreto Aiuti, il Movimento 5 Stelle ha aperto una crisi di governo vera e propria. Ovviamente, questa decisione non è condivisa da nessun altro partito presente in Parlamento, e stanno già lavorando per dare continuità al mandato. L’opinione interna, infatti, era quella di un esecutivo solido e rispettabile (soprattutto a livello europeo) e che sarebbe durato fino alle prossime elezioni. Tuttavia, con la respinta delle dimissioni eseguite da Mario Draghi verso il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il futuro del governo è appeso ad un filo.
In particolare, questa mossa ha diviso ancora una volta il Parlamento in due: da un lato, il centrodestra che chiede elezioni anticipate visti i sondaggi favorevoli. Dall’altra il Partito Democratico che invece avrà la possibilità di sfilarsi finalmente dal movimento grillino e guardare all’area riformista e moderata.
La manifestazione di oggi a Milano
Ad organizzare questa manifestazione è Marco Ghetti, presidente dell’associazione “Per l’Italia con l’Europa”. Ghetti specifica che questa manifestazione non ha alcuno scopo di schieramento politico, ma semplicemente si tratta di un ritrovo di cittadini che fanno vita associativa avversi al populismo. L’appuntamento è previsto per le 18:30 in Piazza della Scala a Milano, con l’invito di partecipare assieme ad una bandiera dell’Europa.
Marco Ghetti ha aggiunto che:
«Vuol dire che l’Italia che noi vogliamo salvare, conservare e mandare avanti è un’Italia che ha non solo una collocazione salda nell’Unione europea, ma anche un ruolo da protagonista come avvenuto nell’ultimo anno e mezzo. Il fatto che un uomo come Giuseppe Conte possa rimuovere Draghi dai tavoli della costruzione europea è un crimine politico, a maggior ragione perché tutto questo si trasforma anche in un regalo a Putin»










