Nella giornata di giovedì 12 gennaio, gli attivisti del gruppo ambientalista Ultima Generazione bloccano le strade a Milano.
La circolazione in piazza Cinque Giornate è stata interrotta dalle 8:30 del mattino.
Ecco cos’è successo.
Attivisti bloccano le strade di Milano: il motivo
“Politica sorda su ingiustizia climatica”, così alle 8:30 della mattina di giovedì 12 gennaio, gli attivisti di Ultima Generazione hanno bloccato il traffico milanese sedendosi in mezzo alla strada nella centrale di piazza Cinque Giornate.
Lo striscione recita la scritta “No gas – no carbone”, una richiesta esplicita da parte dell’associazione che si batte per la difesa dell’ambiente dal 2021.
Infatti, il loro intento è quello di lanciare un messaggio ai cittadini e alla politica italiana, a cui chiede che venga presa un’azione immediata per contrastare il collasso eco-climatico.
La polizia milanese ha sciolto il blocco stradale verso le ore 9:00, rimuovendo i cinque occupanti per poi accompagnarli in Questura per l’identificazione.
Perchè proprio piazza Cinque Giornate
In una nota diffusa da Ultima Generazione si legge:
Piazza Cinque Giornate rappresenta l’inizio del Risorgimento italiano, il preludio dell’indipendenza del nostro Paese da un governo corrotto e straniero. (…) Siamo stanchi di non essere ascoltati: la politica è sorda di fronte all’ingiustizia climatica, ha paura di dare potere alle sue cittadine e ai suoi cittadini, di concedere loro ascolto. Quindi torniamo in strada
Inoltre, come motivazione al loro intervento affermano che:
Il disagio creato oggi ha anche lo scopo di mettere in discussione le politiche di mobilità degli ultimi decenni: un investimento radicale nella mobilità pubblica, urbana ed extraurbana (…) non solo permetterebbe ai cittadini di sovvertire la sottomissione alla speculazione dei prezzi del carburante, ma soprattutto di godere di un risparmio di tempo, di un’aria più pulita, maggior sicurezza e suolo pubblico a disposizione, tutto grazie alla riduzione di macchine in circolazione
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Ultima Generazione: come operano
Il modus operandi di Ultima Generazione si basa su azioni di disobbedienza civile non violenta, basti vedere ciò che è successo alla facciata di Palazzo Madama a Roma lo scorso 2 gennaio o a quella del Teatro alla Scala nel giorno della
Prima.
Per ora, sembra che nel loro atto responsabile verso la tutela dell’ambiente, ne stiano commettendo un altro irresponsabile.
Infatti, imbrattare opere d’arte, mura degli edifici e bloccare la circolazione stradale li fa diventare automaticamente un problema da risolvere.
Questo dibattito crea una divisione nell’opinione pubblica, tra chi è a favore, chi no e chi preferisce non esporsi più di tanto, data anche l’importanza delle motivazioni.
Di certo, gli attivisti sono riusciti ad accendere un campanello d’allarme non scontato:
Le azioni e le conseguenti richieste di Ultima Generazione mirano a fare pressione sul Governo affinché vengano condotte profonde politiche di transizione ecologica, come il reinvestimento dei 41,8 miliardi dedicati ai combustibili fossili, soldi pubblici da spostare in progetti virtuosi, come la mobilità pubblica, accessibile e sostenibile
Voi siete d’accordo?










