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A Milano il lavoro è giovane: un manager su 2 è under 35

A Milano il lavoro è giovane: un manager su 2 è under 35

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A Milano il lavoro è sempre più in mano ai giovani: un dirigente su due è under 35. È il miglior dato nazionale secondo ManagerItalia. Abbattuto il gender gap.

 

Milano, città dei giovani manager: i dati

Milano, si sa, è la città delle opportunità. Tuttavia, quello che non è noto a tutti è l’investimento e la fiducia che il capoluogo lombardo ripone nei giovani nell’ambito manageriale.
Infatti, nella metropoli un manager su due (45,4%) ha meno di 35 anni, secondo ManagerItalia Lombardia, l’associazione di dirigenti e quadri del settore terziario. Un dato in linea col contesto regionale (55,3%).

In una realtà, come quella odierna, in cui i lavoratori junior hanno dato il via alle grandi dimissioni (180mila l’anno scorso nella sola Milano), questo traguardo suona per loro come una rivincita. O meglio, un riscatto, che dimostra come sia sufficiente dare loro la possibilità di crescere e i giusti meriti invece di tante promesse e nulla di fatto.

Meriti riconosciuti senza distinzioni tra uomini e donne, le quali occupano ruoli dirigenziali in un’azienda privata su due in Lombardia, e nel 38,5% delle realtà milanesi.

Forse aiutata dalla più alta percentuale di residenti tra i 25 e i 34 anni (12,5%), Milano si attesta comunque come la città dei primati, specie rispetto ai principali capoluoghi italiani.

Lo ribadisce Paolo Scarpa, presidente di ManagerItalia.

“Milano ha tanti primati e uno di questi è la presenza manageriale e quella di dirigenti donne e degli under 35”.

Non senza richiamare alla responsabilità chi di dovere, partendo da coloro che pongono barriere all’ingresso dei giovani nelle aziende.

“La necessità di dare spazio e ruolo ai giovani in azienda va oltre il ruolo manageriale e anzi chiediamo ai dirigenti e quadri stessi di aiutarci a dare sempre più spazio alle forze fresche della società”.

Si può dire che il panorama milanese sia più all’avanguardia rispetto al resto del Paese, dove il secondo più alto tasso di giovani in posizioni manageriali si registra a Roma, con solo il 17,5%.

Riguardo alle altre regioni, il Veneto si attesta al 4,6%, il Piemonte al 4,5 e l’Emilia-Romagna al 3,4%. Segno di una cultura aziendale obsoleta e di ancora molta strada da fare.

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