Il blitz degli ambientalisti contro la Scala

Il blitz degli ambientalisti contro la Scala

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Nel giorno della Prima, un gruppo di ambientalisti ha attaccato la Scala.
Continuate a leggere per sapere cos’è successo.

Attacco degli ambientalisti alla Scala

Durante il giorno più importante della vita culturale milanese, nonostante i controlli da parte delle autorità e nonostante la massima allerta, ci sono stati attacchi contro il Teatro Alla Scala.

Questa mattina, infatti, cinque attivisti di Ultima Generazione, hanno imbrattato il teatro gettando una grande quantità di vernice sulle porte d’ingresso.

Il gruppo di ambientalisti, protagonista di questa vicenda, è ormai noto ai più perché da tempo agita la scena mediatica italiana portando avanti proteste di vario genere.
Il fine ultimo del gruppo è quello di sensibilizzare sull’emergenza climatica.

La polizia, che sta presidiando la Scala già dalle prime ore del mattino in vista della Prima che si terrà alle 18.00, ha subito fermato i manifestanti e li ha portati in Questura.

 

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Cos’è successo agli attivisti

In seguito all’atto vandalico, i cinque manifestanti direttamente coinvolti sono stati portati in Questura per l’identificazione e la denuncia.
Nel frattempo, ovviamente, alla Scala sono cominciati i lavori di pulizia per rimettere a lucido il Teatro che questa sera accoglierà numerosi ospiti.

Durante la festa del patrono di Milano, Sant’Ambrogio, di certo l’attacco ha avuto più risonanza e attenzione; tuttavia, c’è da dire che simili atti vandalici erano stati previsti dalle autorità.

A tal proposito, il presidente della Regione L0mbardia, Attilio Fontana, ha giudicato l’atto vandalico di Ultima Generazione

Sciocco e fuori dalla logica. Il mondo occidentale e l’Europa si stanno muovendo per risolvere i problemi climatici, investendo tante risorse. Ci vuole una gradualità, la transizione deve essere sostenibile anche a livello economico, dobbiamo tutelare il clima e l’ambiente ma anche i nostri cittadini”

In ogni caso, questa sera l’appuntamento più importante della vita culturale milanese rimane confermato e attesissimo.

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