Beatrice Gibson mostra a Milano il suo “Dream Gossip” girato a Palermo

Beatrice Gibson mostra a Milano il suo “Dream Gossip” girato a Palermo

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Dal 12 gennaio al 15 febbraio 2023, Beatrice Gibson mostra a Milano la sua prima personale dal titolo “Dream Gossip”.

Leggete l’articolo per saperne di più.

Beatrice Gibson mostra Milano

La galleria Ordet di Milano presenta “Dream Gossip” la prima mostra personale italiana dell’artista e regista franco-brinattica Beatrice Gibson.
L’esposizione è visitabile su appuntamento dal 12 gennaio al 15 febbraio 2023 presso lo spazio Ordet a Milano.

La storia su cui si fonda il concept dell’artista nasce nella New York degli anni ’90, quando la poetessa Alice Notley decise di pubblicare i suoi sogni su Scarlet.
Si tratta di una rivista di poesie auto-pubblicata dall’artista insieme al marito Douglas Oliver, anche lui poeta, nel loro appartamento a St. Mark’s Place.

A tal proposito, la Gibson si lancia in un’esplorazione attraverso tre film: Deux Soeurs Qui Ne Sont Pas Soeurs (2019), Dreaming Alcestis (2022) e Dear Barbara, Bette and Nina (2020).

Sentimento, sogno e intimità sono esposti a nudo e trattati come strumenti collettivi per un presente politico turbolento.

La mostra Dream Gossip è parte del progetto Alkestis, promosso dal Museo Civico di Castelbuono, vincitore della X edizione dell’Italian Council 2021.


Lo stile dell’autrice attraverso le sue opere

I film di Beatrice Gibson sono noti per essere profondamente evocativi e per la loro capacità di intrecciare relazioni fuori e dentro lo schermo.

Senza fare spoiler, “Deux Soeurs” presenta non solo madrine intellettuali e artistiche come Notley e Stein, ma anche figure contemporanee e amicizie personali dell’artista.
Stiamo parlando delle registe Ana Vaz e Basma Alsharif, dell’artista Adam Christensen e Diocouda Diaoune, la prima baby-sitter del figlio di Gibson.

A livello formale, la particolarità di questo film risiede nella sua composizione: un montaggio onirico e associativo unito ai forti sentimenti dei personaggi.
Infatti, essi non parlano tanto quanto vibrano e pulsano emotivamente, seguendo il battito dell’esistenza.

Infine, la sceneggiatura ellittica di Stein fa da stimolo per compiere esplorazioni personali su concetti come eredità, responsabilità, etica e futuro.

Invece, “Dreaming Alcestis” da un’ulteriore spinta al carattere onirico del suo stile, esplorando il sentimento allo stato puro.Si tratta di un’opera sperimentale, la meno cerebrale o forse la più somatica dell’artista.

La storia racconta due personaggi che sognano collettivamente una regina morta da tempo, o forse vengono sognati da lei, e sono ripresi in lunghe sequenze rifratte olograficamente, infuse e interrotte dai suoni della città e del mare.

Insomma, questo film scava a fondo nell’antica protagonista di Euripide come guida ancestrale documentando, attraverso la dimensione onirica, il trasferimento dalla Gran Bretagna post-Brexit a Palermo della stessa regista.

A completare la triade troviamo “Dear Barbara, Bette and Nina“.
Girato sempre a Palermo, città dove la Gibson è residente, è una missiva a Barbara Loden, Nina Menkes e Bette Gordon.

A tal proposito, il film traccia una linea attraverso una serie di madrine intellettuali, contemporanee e amiche, citando queste figure come fonte di ispirazione, postulando una politica collettiva di rifiuto.

E a voi, piacerebbe visitare questa mostra?

 

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