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Copagri: che ci facevano centinaia di trattori per le strade di Milano?

Giovedì 14 luglio, un corteo di trattori di Copagri Lombardia ha invaso le strade del centro a Milano, paralizzando il traffico. Il motivo? Leggi l’articolo!

 

Una situazione insostenibile

Dopo i tassisti e il personale di volo delle compagnie aree, anche gli allevatori hanno fatto sentire la loro voce sulle loro condizioni di lavoro e sulla crisi senza fine che sta attraversando il settore, aggravata ora dall’emergenza siccità.

“Un gravissimo stato di crisi in cui versa da tempo la zootecnia nazionale e per protestare contro la gestione delle quote latte e soprattutto contro le multe che ne hanno fatto seguito”.

Chiarisce Copagri, la Confederazione Produttori Agricoli, che ha scelto di richiamare l’attenzione delle istituzioni sulla sua causa con uno dei metodi più efficaci: un corteo di trattori in pieno centro a Milano.

 

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La manifestazione ha inevitabilmente causato la paralisi del traffico cittadino, specie considerato il tragitto compiuto dai protestanti: dal centro verso est, in direzione Segrate, coinvolgendo le principali vie meneghine: piazza della Repubblica, viale Tunisia e Corso Buenos Aires. Il passaggio dei mezzi è stato scortato dalle pattuglie della polizia.

Il motivo del corteo, che ha invaso le strade milanesi nel pomeriggio di ieri, giovedì 14 luglio, è stato più esaurientemente esposto dal presidente di Copagri Lombardia e dell’APL Pianura Padana Roberto Cavaliere:

“L’obiettivo è sensibilizzare i cittadini, la Regione Lombardia e il Governo sull’importanza di arrivare rapidamente a una soluzione condivisa che consenta di mettere fine a quasi trent’anni di incertezze ai danni dei produttori. Nei mesi scorsi abbiamo assistito a una dura azione di riscossione operata dall’Agenzia delle entrate nei confronti degli allevatori, con pignoramenti dei conti correnti e conseguenti effetti devastanti sulla produttività e sulla continuità aziendale.”

E oltre il danno, la beffa:

“Tali azioni si sono perpetrate nonostante i recenti pronunciamenti della Corte di Giustizia UE, che appena qualche mese fa aveva dichiarato nulle tutte le annate oggetto di prelievi supplementari”.

Speriamo che l’ultima protesta, che rappresenta solo l’ennesima occasione per la categoria di far valere le proprie ragioni, possa finalmente smuovere le coscienze del governo regionale.

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