Nell’I.S. Galilei Luxemburg di Milano (San Siro) nasce un rossetto per denunciare violenza di genere e stereotipi. Testimonial speciale: Valentina Pitzalis.

Quando il “no” è anche in un rossetto
Un “no” può essere detto in molti modi. E da oggi, anche attraverso un prodotto cosmetico. L’idea di realizzare un rossetto come denuncia alla violenza di genere è nata nell’istituto superiore Galilei Luxemburg nella zona di San Siro Milano.
Oltre cento ragazzi – quasi tutti maschi provenienti dagli indirizzi più disparati quali informatica, grafica e meccanica – sono stati inviati a partecipare a un laboratorio di chimica del tutto eccezionale: “Dietro la mascherina, il rossetto”.
Gli step da affrontare erano: lo studio del design del tubetto, l’impiego di una stampante 3D per la sua resa e la preparazione del gel ceroso. Terminato il corso, gli studenti hanno omaggiato le donne della loro vita – siano essere fidanzate, sorelle o amiche – con il frutto dei loro sforzi.
La benedizione di Valentina Pitzalis
Chi conosce davvero il significato di violenza di genere e femminicidio sono le donne che ne sono vittima. Tra di loro, Valentina Pitzalis, che è stata eletta testimonial dell’iniziativa a seguito di un incontro avvenuto coi ragazzi del Galilei Luxemburg di Milano, in cui ha raccontato la sua vicenda.
Visualizza questo post su Instagram
Sopravvissuta al tentato omicidio architettato dal marito Manuel Piredda, che la cosparse di benzina per poi darle fuoco. In quell’occasione, lui perse la vita, ma lei non ne uscì illesa: perse una mano e riportò gravissime ustioni al viso, ormai sfigurato.
Vinti dal racconto e dalla forza della sua oratrice, gli studenti hanno deciso di coinvolgerla nel progetto, patrocinato anche dalla Fare X Bene onlus. Non a caso. La segretaria generale dell’ente benefico Giusy Laganà ha infatti scritto a quattro mani il libro “Nessuno può toglierti il sorriso” sulla storia di Valentina.
Valentina Pitzalis parlerà ai ragazzi online alla presentazione del laboratorio in programma martedì 7 giugno alle 11:30, sul sito dell’istituto. All’evento sarà presente anche il marchio di cosmesi Miamo, padre del progetto “Se ti ami”.
Com’è nata l’idea
Il progetto non è nato come ci aspetteremmo. Infatti, l’idea del rossetto antiviolenza è partita come forma di rilancio di un corso scolastico. Ad ammetterlo, la preside del Galilei Luxemburg Anna Borando.
“L’anno scorso, molti dei nostri alunni hanno avuto il debito di chimica a settembre. Così, abbiamo pensato come rendere la materia più interessante e come mostrare le sue applicazioni nella vita quotidiana. È nata allora l’idea di realizzare un rossetto, per parlare anche di stereotipi e sensibilizzare contro la violenza di genere.”
Sono stati l’entusiasmo il coinvolgimento diretto dei ragazzi a fare il resto, rendendo l’esperimento un successo.
“Bisogna parlare della lotta alla violenza sulle donne, al bullismo, al cyberbullismo, in maniera diversa, attraverso eventi positivi: mostrare il bello, opposto alla violenza. Progetti come quello del Galilei Luxemburg vanno in questa direzione”
Con queste parole Giusy Laganà riconosce la potenza benefica dell’iniziativa.










