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Dimissioni record in Lombardia e a Milano: verso nuovi approcci lavorativi

Dimissioni record in Lombardia e a Milano: verso nuovi approcci lavorativi

Dimissioni Milano

Attraverso uno studio è evidente il trend sempre più in aumento di dimissioni da parte di lavoratori che si trovano in Lombardia e a Milano.

Un nuovo stile di vita

Ormai si sa, con la pandemia ognuno di noi ha rivalutato e compreso al meglio le esigenze di cui ognuno ha bisogno. Questo è stato possibile grazie all’introduzione di un nuovo metodo lavorativo che fino a due anni fa neanche era nei nostri pensieri. Possiamo aggiungere che in seguito a questi nuovi bisogni è cambiato anche il metodo di ricerca verso nuove opportunità lavorative; infatti, non è più l’azienda che sceglie il candidato.

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Dimissioni Milano

Ogni lavoratore preferisce, in momento di assunzione, valutare anche quali siano le opportunità di worklife-balance, proprio perché vi è l’esigenza di stabilire un equilibrio tra vita privata e lavorativa. Quindi, anche le aziende devono trovare un modo per rinnovarsi, perché devono fare in modo di offrire una posizione lavorativa che consenta comunque di condurre una vita in base ai propri impegni e bisogni.

I dati dello studio

Nel 2021 la percentuale dei lavoratori che si sono dimessi per cambiare occupazione è pari al 10%, più precisamente 180mila nella città di Milano. I principali settori colpiti da queste ingenti dimissioni sono ristorazione, uffici, vendite, logistica e pulizie. I più numerosi (oltre 16mila) lasciano il proprio posto in attività gestionali, oltre 14 mila nella ristorazione, 11mila nelle vendite, oltre 10 mila nella logistica, altrettanti in attività dirigenziali e bancarie. Nel 2020 le dimissioni sono state 127.294: il 30 per cento in meno.

In particolare, nell’ultimo anno, le dimissioni volontarie sono pari a 179.200, con una forte accelerazione negli ultimi sei mesi dell’anno. Quasi uno su due (82.730) ha meno di 35 anni, 109mila vengono da contratti di lavoro più lunghi di un anno e nel gruppo si contano più uomini che donne.

Maurizio Del Conte, professore di Diritto del lavoro all’Università Bocconi e presidente di Afol Metropolitana, ha affermato dicendo che:

“Si tratta di un segnale positivo, non di abbandono del lavoro, ma di spostamento verso uno nuovo. Significa che c’è mobilità e opportunità nel mercato. Oggi chi offre lavoro qualificato sempre più spesso deve offrire un’opportunità di smart working, la possibilità di auto-organizzare tempi e luoghi di lavoro”.

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