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“El vin de Milan” di San Colombano: il vero vino di Milano

«Potersi vantare milanesi è un privilegio anche per i vini. E che Milano abbia un vino tutto suo è un miracolo di cui ancora non mi so capacitare.» scriveva il grande Gianni Brera.

LA STORIA

Campione d’Italia sta all’Italia come San Colombano al Lambro sta a Milano. Si tratta a tutti gli effetti di exclave, territori geograficamente isolati dalle proprie giurisdizioni di appartenenza. Questo perché nel 1992, alla costituzione della provincia di Lodi, i banesi, abitanti di San Colombano, votarono per rimanere nella città metropolitana meneghina, nonostante i circa 50 km di distanza.

La denominazione della località deriva dal nome del monaco irlandese, che, partito dalla sua terra natale e dopo aver peregrinato in lungo ed in largo per le Gallie, giunse fino alla corte di Pavia, all’epoca sotto la dominazione longobarda. Siamo nel 7° secolo e leggenda vuole che il religioso, dopo aver convertito gli abitanti del luogo al Cristianesimo, avesse insegnato loro la coltivazione della vite. L’origine del vino che ancora oggi si beve risale all’anno Mille ed è Galeazzo Visconti, padre del Duomo di Milano, a certificare nel 1371 nero su bianco l’ampliamento delle coltivazioni vinicole allora già presenti.

Curiosità

Petrarca, invitato dai Visconti 20 anni prima, aveva così descritto San Colombano in una lettera al Vescovo di Genova: “Io non conosco altro luogo, che in positura si poco elevata, si vegga intorno si vasto prospetto di nobilissime terre”.

Il nome di San Colombano al Lambro è legato anche a Franco Riccardi, campione olimpico di spada con due ori ed un argento, che proprio in queste terre ha fondato la propria azienda vinicola.

E come se non bastasse, poiché 400mila anni fa questa zona era interamente occupata dal mare, la roccia dei colli è ricchissima di fossili marini, tanto da essere diventata meta privilegiata per i geologi europei a partire dal XVIII secolo.

I vini

È la collina di San Culumban al Làmbor (in dialetto banino) il luogo esatto cui nasce l’omonimo vino. Alta 147 metri sul livello del mare, di cui 75 metri di dislivello dalla pianura circostante, nei suoi soli 14 km2 si sviluppa su 5 differenti comuni che appartengono a ben 3 province diverse: Sant’Angelo Lodigiano e Graffignana (Lodi); Miradolo Terme e Inverno e Monteleone (Pavia); San Colombano (Milano).
Sono tre le varianti di vini che si possono degustare:

San Colombano Rosso

Formato da uve Croatina (30-50%), Barbera (30-50%) e Rara (massimo 15%), può essere un vino di pronta beva oppure fermo dal medio invecchiamento. Ricco di colore, caratterizzato da un profondo profumo di frutta matura e di sottobosco, risulta armonico all’assaggio.

San Colombano Bianco

Prodotto con uve Chardonnay (minimo 50%) e Pinot Nero (minimo 10%) si fa carico della nobiltà della materia prima di cui è composto. Se lo Chardonnay rientra tra i migliori spumanti del mondo, il Pinot nero è a tutti gli effetti uno dei più nobili vini a bacca rossa a livello mondiale. Il colore è giallo paglierino ed al palato appare armonico e fresco.

I.G.T. Collina del Milanese

Può essere rosso, rosato, bianco, passito o novello e viene ottenuto solamente da uve provenienti da uno o più vitigni idonei alla coltivazione in Lombardia e precisamente iscritti nel Registro Nazionale delle varietà di vite per uve da vino.

Questi è il vero vino di Milano e precisamente di San Colombano.
Li conoscevate già questi elencati?

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